Esco a fare due passi alla ricerca di “Fili di felicità”

Questo libro (o meglio questo e-book ) è nato un giorno in cui mio figlio  Lorenzo , mentre giocava nel giardino di un centro commerciale ad un certo punto, corre verso di me chiedendomi qualche spicciolo. Alla domanda di cosa ne dovesse fare, risponde con due occhi luccicanti di umanità, ” Voglio far felice un cagnolino “. Gli spiccioli gli servivano per comprare del cibo a ” fulvetto “; aveva battezzato così quel cane randagio che gli si era avvicinato mentre giocava.

Con estrema dolcezza ed euforia teneva vicino a se quel cagnolino: lo guardava, l’accarezzava, gli parlava. Ad un certo punto il mio fanciulletto si zittisce. Quando Lorenzo sta così in silenzio, io sento una dolce paura, perchè so che mi sta per porre  una domanda difficilissima a cui dovrò rispondere. E la domanda puntualmente, arrivò:

Papà, perchè gli uomini non sono felici quanto” fulvetto “?

Ad un bambino di sei anni e mezzo, non potevo certamente rispondere la prima cosa che mi venisse in mente. Allora gli ho risposto: “Guarda, Lorenzo, è una domanda difficile ma cercherò di risponderti. Non adesso, lasciami un pò di tempo e risponderò alla tua domanda.

Nel frattempo, intorno a noi si radunò un pò di gente che guardava felice quel bambino “felice” (che, a sua volta, aveva donato felicità).

 Ci ho pensato molto, ma poi da “buon matematico” ho sintetizzato dicendo, che la felicità totale non esiste , ma esistono tante piccole felicità. Allora ho deciso di rispondere alla domanda di mio figlio attraverso emozioni positive racchiuse nell’ebook intitolato ” Fili di felicità

.

La particolarità di questo ebook, risiede nel fatto che nello scrivere le storie che inglobano le piccole dolcezze della vita, mi sono ispirato ai vostri blog (quindi vi citerò,svrivendo gli appositi link). Spero che ciò vi renderà felice.

A presto

Massimiliano De Maio

Se sei curioso di leggere il mio libro, lo puoi trovare al seguente link

 

 

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Non voglio perdermi troppo in chiacchiere, quindi sarò diretto!!!

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Perchè dovresti scrivere un articolo per il mio blog?

  • Semplicemente perchè, quando pubblicheremo l’articolo, esso potenzialmente raggiungerà un pubblico di circa 2500 persone iscritte a celapossiamofareblog.
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  • Inserirò i tag efficacemente ai fini seo
  • formatterò l’articolo
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Condizioni inderogabili e tassative:

  1. Nome e Cognome (  veritieri)
  2. No pedofilia e no pornografia
  3. No discriminazioni razziali e religiose

 

Cordiali saluti, e grazie per il tuo prezioso contributo creativo.

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Articolo di qualche tempo fa…”Perché è più facile essere tristi che fare un sorriso?”

Vedo sempre più gente rinunciare ad un sorriso, si pensa che il sorriso sia un atteggiamento sentimentale quindi si tira su la corazza, oppure si pensa che il sorriso sia da ebeti che non si rendono conto dei problemi quotidiani. Io penso semplicemente che il sorriso sia una scelta, un diritto a servire la vita. Ricordo una frase che mi ripeteva sempre mia nonna: “Sorridi e la vita ti sorriderà”. La vita bisogna servirla sempre, quando facciamo la spesa al supermercato, quando andiamo a scuola, quando laviamo il bucato, quando ci scambiamo il segno di pace in chiesa.

Oggi è la festa del papà, sorridiamo e serviamo tutti i papà, in particolare a quelli che per assicurare il futuro ai propri figli si stanno spaccando la schiena anche oggi. Padri che non si lamentano, perchè sanno che troveranno a notte fonda la letterina del proprio figliolo accanto al piatto riscaldato con il coperchio sopra, e che piangeranno nel leggere “Sei forte papà”.

La felicità è imperfetta, ma lega gli uomini soprattutto attraverso le piccole cose. Io ho cercato di spiegarla e di trovarla scrivendo un  libro…se ti va…

 

 

 

#6.Perché si deve andare avanti.

Ho iniziato a bloggare , ovvero a scrivere post in un blog, quasi 10 anni fa. All’epoca se condividevo questa mia passione con qualche amico o con qualche familiare, mi davano per matto. Tantissime “sconfitte” ma anche tante “soddisfazioni” si sono susseguite da allora. Tanti blog aperti e poi chiusi, fino ad arrivare a “Celapossiamofareblog“.

Ebbene, sono ancora qui “io a scriverlo” e “voi a leggerlo“. (Non ho mollato!)

Che cosa non mi ha fatto cambiare idea?

Forse il sublime ritorno ai fondamentali, a quei valori che ci hanno sostenuto nei momenti difficili.

Ricordo un proverbio biblico “Il cuore rispecchia il modo in cui un uomo pensa“.

Personalmente condivido totalmente questo proverbio:il tutto inizia con il pensiero che ci permette di creare qualcosa di buono nella nostra vita. Ho letto tante biografie di uomini illustri( A. Lincoln, A. Canergie, Napoleone, Alessandro, ecc.) e sintetizzando ho capito che i grandi uomini e le grandi donne, prima di essere giudicati tali avevano sperimentato dolori e sofferenze ben più di me.

Questi uomini, erano in primis condottieri, avevano una forza interna che impediva loro di di accontentarsi di qualcosa di meno di ciò che potevano dare, o essere, o donare. Il nostro passato non può e non deve essere uguale al nostro futuro!

Tali persone amavano ciò che facevano, non si stancavano mai di mirare i loro obiettivi , corredati sempre di ardente desiderio, fede e ostinazione nel raggiungerli.

Diamo retta al nostro “pensiero” ricreiamo la nostra vita.

 

 

 

 

 

#7.Un’onda di sensazioni mozzate a metà

crossroads on Flickr Large

Foto di koroa

Attimi di incertezza, chi non li ha?

Lascio o raddoppio?

Chiudo il mio Blog oppure continuo e salgo in cima alla montagna?

Vediamo se riesco a non farvi mollare!…

Di seguito troverete un passo di un mio racconto.

Passo:

….Mi sono ritrovato nella piazza del Gesù Nuovo a Napoli per puro caso e me la sono girata tutta, ho tagliato per stradette oblique.

Mi piaceva osservare i passanti e godere delle mie sensazioni, come una lente di ingrandimento che ingigantisce un particolare che passa inosservato. Poi sono arrivato ad un angolo da dove potevo scegliere tra due direzioni diversecon i piedi che mi facevano male e con la sensazione di dolce in bocca. Mi ha colpito un’antica libreria di stampe d’epoca e mentre mi avvicinavo ho notato una donna ferma alla vetrina. Non l’ho riconosciuta subito: una ragazza signorile, con i capelli neri a caschetto illuminati dai raggi del sole che spuntava “felice” tra le nuvole e le belle gambe scoperte da un cappotto troppo corto. Il suo modo di stare in piedi mi era familiare: come una ballerina assorta nei suoi pensieri, con un piede leggermente in fuori e una mano su un fianco, impegnata a guardare qualcosa nella vetrina. A mezzo metro da lei mi sono reso conto che conoscevo quella ragazza e ciò ha allontanato istantaneamente tutti i pensieri che avevano occupato la mia testa fino a quel momento. Ho gridato ” Maggie ” nel tono più sgraziato che mi potesse venire; lei si è girata di scatto con una espressione di spavento che mi ha fatto balzare indietro di due metri. Non mi aveva riconosciuto. Sono “Massimiliano” le ho detto vergognandomi del mio stesso tono e di quanto sono stato cretino. Lei ci ha messo un po’ a ricordarsi di me, ma poi fortunatamente ha sorriso e ha detto ” Ah, si, certo”

Sono stato indeciso se baciarla sulle guance e anche lei sembrava indecisa, ma nessuno dei due ha fatto il primo passo; ci siamo dati la mano. Poi le ho chiesto  “Cosa stavi guardando?”. Lei ha indicato nella vetrina  delle stampe antiche raffiguranti dei paggetti, tra libri di cuoio, pergamene e penne d’oca con il calamaio. Ho fatto finta di guardarle e ho detto “Belle”. Non ero mai stato bravo a trovare le parole giuste con una ragazza che non conoscevo bene,  ma adesso avrei voluto avere un suggeritore teatrale nascosto dietro le quinte a rammentarmi le battute. Lei mi ha guardato con aria interrogativa ed ha sorriso appena. Continuavamo a stare fermi davanti alla vetrina, nel passaggio di cinesi carichi di buste shopper dei migliori negozi e delle migliore marche. Ad un passo da noi suonava un ragazzo straniero il violino, un violino senza corde: il suono melodico usciva dalle sue corde vocali(una cosa che non avevo mai visto prima.) .Margherita, Maggie  per gli amici, si era girata a guardare nella sua direzione e mi sono reso conto che il nostro incontro sarebbe potuto finire benissimo  in quel momento. Così le ho chiesto “Vai anche tu là?”ma con un “là” così vago, il massimo dell’aleatorietà che potevo esternare, sperando che non andasse dalla parte opposta. Lei ha detto “Si”,  ha detto di si schiudendo appena le sue labbra.

Camminava con un passo leggero e lungo, ad un tratto mi ha chiesto” Cosa ci fai a Napoli? “. Le ho detto ” Mi piace fare una passeggiata spensierata in questa città, durante le feste di Natale”.

Lei mi ha guardato con un’aria felice, ha detto “Moi aussi, j’aime! “.

Le ho risposto ” Eheh….”Si”( Google translate dove sei finito???). Ricordo ancora adesso la bellezza dei suoi lineamenti nel sorridermi in maniera più marcata, : aveva un modo buffo di arricciare il naso, inclinare la testa e far brillare gli occhi.

Maggie mi ascoltava, ogni tanto sorrideva ma non mi interrompeva e mi guardava con i suoi occhi nocciola chiaro. Gli occhi dei passanti, quasi in maniera ostentata, cercavano di incrociare un suo sguardo, ma lei faceva finta di non accorgersi dell’attenzione insistente, ci doveva essere abituata e non sembrava che le dispiacesse. Continuavo a parlare, per mascherare la gelosia che stavo provando in quel momento e per paura che il momento di vicinanza si esaurisse. Le ho chiesto cosa stesse leggendo in quel periodo; lei ha detto che stava rileggendo le poesie di Prevért e che la sua poesia preferita era “Cet Amour“. Il suo accento francese mi arrivava come una vibrazione tiepida, che dall’udito condizionava tutti gli altri miei sensi per poi mixarli nuovamente. Guardavo i  tavolini dei “Caffè” e pensavo che mi sarebbe piaciuto entrare e sederci uno di fronte all’altro a un tavolino, ma avevo timore che quell’equilibrio che si era creato tra noi potesse rompersi di colpo.Forse avrei dovuto osare? Ma non l’ho fatto!

Il rumore delle auto e dei mezzi pubblici, d’improvviso aveva interrotto l’atmosfera magica che ci aveva tenuto vicini fino a quel momento, stavamo percorrendo una stradina che affacciava su una strada larga dove passavano Autobus e taxi.  Giunti all’incrocio della via maestra, ci siamo paralizzati, avrei potuto portarla indietro, avrei potuto dire…; la fissavo da vicino senza parlare. Lei ha detto “devo andare” e quasi controvoglia ha alzato il braccio sporgendosi dal marciapiede, un taxi si è fermato dopo due istanti, dove il tassista le ha fatto capire di avere molta fretta. Ci siamo stretti la mano, indecisi se abbracciarci o meno come quando ci siamo incontrati vicino la vetrina della libreria,ancora una volta letteralmente sospesi in  un’onda di sensazioni mozzate a metà.

Ti è piaciuto questo articolo?

Sono contento, perché ci metto passione in ciò che faccio!

Lascia i commenti qui sotto.

 

Come posso migliorare la seo del mio blog

Gli algoritmi dei motori di ricerca cambiano spesso!

Fatta questa premessa ci sono delle regole standard, che valgono sempre in generale: 

  • Scelta delle parole chiave.Facciamo un esempio:Sei un blogger che parla di viaggi, quindi le tue parole chiave potrebbero essere  “viaggio”, “vacanza”, “albergo”, i nomi delle città di destinazione, e altre parole correlate, come “nomadi” o “zaino in spalla”.
  • Scelta dello slogan del blog:Di solito il vostro motto deve contenere la parola chiave più importante
  • Verifica del proprio profilo . Il profilo deve essere curato nei minimi termini perchè compare quando commentate;   mi raccomando ad inserire l’URL del blog nel profilo ed un’immagine decente.
  • Pubblica regolarmente. Google impiega del tempo per indicizzare il tuo articolo, quindi più articoli scrivi e più puoi essere catturato.
  • Non eccedere con i tag. Al massimo puoi scrivere quindici tag che devono essere pertinenti all’articolo.

Come incentivare l’utente a leggere i nostri post

Hai dedicato tanto tempo, tanta assertività, tanto lavoro a scrivere un post. E i risultati? Deludenti?

Nessun  commento, nessun  tweet , nessuna condivisione su  Facebook .

Sei nell’apatia più profonda, non ci pensare più! Seguimi e vedrai che un miglioramento ci sarà.

Studi su internet hanno dimostrato (studio web usability seminale) che il  79 per cento degli utenti web scansione piuttosto che leggere.

Sembra brutto a dirlo, in teoria dovresti dimenticarti di ciò che hai imparato a scuola quando ti hanno insegnato a  scrivere un buon  tema di italiano.

L’utente medio ha bisogno di informazioni veloci, quindi sarebbe opportuno andare subito al punto, usare frasi semplici quasi da quinta elementare(dovete pensare che esistono algoritmi come quello usato da google che non masticano molto bene le frasi complesse da premio oscar per la letteratura). Una buona tecnica nella scrittura di un post sarebbe quella di usare la piramide rovesciata, ovvero anticipando la conclusione nel primo rigo per poi argomentarla nei passi successivi.

Vi elencherò dei modi da utilizzare per scrivere un post in maniera efficace.

 

 

1. Essere sintetici

 

Provare a raggruppare tre o quattro periodi in  una sola frase

2. Curare il titolo

Pensa ad un titolo che possa attirare l’attenzione del lettore su l’argomento che gli stai proponendo.

Il sottotitolo deve essere intrigante: è importante che il lettore capisca il nucleo del dell’argomento. Il lettore odia la perdita di tempo!!!

 

3. Creare degli elenchi puntati all’interno del post

Gli elenchi puntati sono importanti, per il fatto stesso di come sono strutturati perchè rompono l’omogeneità dello scritto, quindi creano vuoti e quindi respiro per il lettore. Inoltre dal punto visivo, per intenderci per la nostra vista sono riposanti e catturano l’attenzione.

4. Curare le didascalie alle immagini che inserisci nel post

Le didascalie incuriosiscono il lettore e devono essere profonde al punto giusto

 

5. Aggiungere dei link pertinenti e utili

Non dimentichiamoci di inserire dei link all’interno del post che possono agganciare sia fonti esterne che fonti interne al nostro blog. il link servono a far approfondire il contenuto che sta leggendo il lettore.

 

6. Usare la formattazione del testo

Il grassetto per evidenziare le parole chiave, quindi quando il lettore inizia a scansionare il post lo aiutiamo a centrare l’attenzione sui punti cardine del nostro articolo

 

7. Sfrutta la potenza dei numeri

 

Non esiste niente di più sintetico di un numero. i numeri catturano tremendamente l’attenzione del lettore

8. Organizzare le parole chiave con il grassetto

Le parole in grassetto devono risultare un ulteriore sintesi per il tuo lettore, quindi sceglile bene creando tra di loro un filo logico immaginario.

 

Sei passi per fare social media marketing

La maggior parte delle aziende sfrutta i social network per aumentare la loro reputazione online e per vendere di più.

Perché noi blogger non potremmo fare lo stesso?

Perché non seguire i seguenti passi ed incrementare la nostra reputazione online?

 

1. Trasformare il vostro blog ospite in blog proprietario

E’ inutile nascondere che un blog proprietario possa dare una maggiore credibilità e questo lo percepisce anche il nostro lettore. Esso è un ottimo bigliettino da visita! Pensateci!!! Il blog rappresenta per noi  la nostra pietra miliare, il nostro mondo che racchiude passioni, emozioni e condivisioni.Stupendo!!!

Come siamo abituati a curare il nostro giardino, anche il blog deve essere curato ad esempio il design deve essere più pulito, più chiaro, più fruibile. Attraverso i menu cercate di rispondere subito alle esigenze dei vostri lettori, mettendo anche una faq congrua al vostro tema di interesse.

 

 

2. Mettere in evidenza il messaggio del vostro blog

Dietro ogni messaggio che diamo attraverso i post, dobbiamo sempre far trapelare il nostro volto umano, le nostre emozioni. Il lettore riesce a percepirle non c’è niente da fare!!! Quindi per potenziare la diffusione della nostra voce è bene ricorrere ai social tipo Twitter,  Facebook,  Instagram.

L’importante è sempre essere genuini, gentili e non un robot aziendale. E’ bene far capire al lettore che alle nostre spalle c’è una vita, una esperienza vissuta non solo tecnologia amorfa.

 

3. Perché usare i social?

I social network sono nati per rendere più facile e spassosa la condivisione in rete. attraverso i social possiamo conoscere persone che hanno lo stesso nostro interesse, hobby, passioni. Anche altri blogger, autori. Conosco blogger che quando si trovano in una città escono di persona, si incontrano dal vivo con altri colleghi. Ciò è accrescitivo e non solo meramente “freddo” dall’altro capo del computer. Per essere efficaci e farci notare dobbiamo essere in grado di commentare il suo blog oppure il suo social in maniera sana ed intelligente e mai in maniera offensiva.

 

 

4. Concentrarsi su  una piattaforma social primaria

Se Amiamo Twitter però veniamo a conoscenza che il nostro target di lettori è presente in maniera massiccia su facebook,  nulla ci vieta di cambiare rotta. Quindi concentriamoci su un social alla volta, poi i risultati arriveranno. La dispersione a volte può significare disordine.

 

5. Gestire bene il tempo

Con i social si inizia e non si sa mai quando si finisce. La migliore strategia che ho trovato, personalmente, è una sveglietta con il timer. La programmazione del tempo è un concetto fondamentale.

Il tutto deve essere eseguito fino al suono della sveglietta, poi stop!!!

6. Gestire bene i social

Forse per molti di noi i social rappresentano una perdita di tempo, ma gestiti bene possono portare a risultati maggiori ed incredibili: con Focus sui contenuti 😉 mi raccomando!!!

Secondo te qual’è l’elemento essenziale nell’utilizzo di un social network?…..

 

Come creare una pagina di vendita efficace… in tre passi!

In un post precedente vi ho parlato di come si crea una Landing Page con wordpress.com

Perchè si crea una Landing Page?

Per incentivare l’utente a:

  • registrarsi sul nostro blog;
  • leggere gli ultimi post;
  • acquistare i nostri prodotti;
  • acquistare un pacchetto di consulenza;
  • ecc.

Come dovrebbe essere strutturata una Landing page?

Due minuti di lettura e lo saprai nel leggere i seguenti passi:

Passo.1 Presentazione della nostra offerta

La vostra offerta deve essere chiara e diretta, se ad esempio vogliamo vendere un prodotto dobbiamo spiegare nei minimi termini do cosa si tratta. La nostra offerta deve essere leggibile subito dall’utente e perchè egli ha bisogno di sapere subito quello che gli stai offrendo. Il messaggio può essere contenuto anche nel titolo

Passo.2: Spiegare in che modo l’offerta gli potrà essere utile

Se proponiamo ad esempio un prodotto a pagamento, il potenziale cliente deve percepire subito il  vantaggio nell’acquistare tale prodotto. Le due colonne da stilare sono sempre le stesse Costi-benefici

Vi consiglio di inserire il rapporto costi benefici utilizzando l’elenco puntato

Costo

Benefici

  • …….

 

Passo  3: Eliminare ogni possibilità di confusione

La parte finale della nostra pagina è quella cruciale, perché solo in questo step abbiamo l’arduo compito  di chiamare all’azione il nostro lettore: fare un clic su un pulsante, compilare un modulo…

In questa fase dobbiamo essere bravi a far arrivare il potenziale cliente in maniera esaustiva a compiere l’azione. NB: Per compiere l’azione egli non deve arrivare confuso e con perplessità

 

 

Oltre a questi tre punti, non possiamo nascondere che anche l’occhio vuole la sua parte. Quindi mi raccomando non trascuriamo:

  • il layout
  • i colori del pulsante
  • la descrizione dei benefici