Esco a fare due passi alla ricerca di “Fili di felicità”

Questo libro (o meglio questo e-book ) è nato un giorno in cui mio figlio  Lorenzo , mentre giocava nel giardino di un centro commerciale ad un certo punto, corre verso di me chiedendomi qualche spicciolo. Alla domanda di cosa ne dovesse fare, risponde con due occhi luccicanti di umanità, ” Voglio far felice un cagnolino “. Gli spiccioli gli servivano per comprare del cibo a ” fulvetto “; aveva battezzato così quel cane randagio che gli si era avvicinato mentre giocava.

Con estrema dolcezza ed euforia teneva vicino a se quel cagnolino: lo guardava, l’accarezzava, gli parlava. Ad un certo punto il mio fanciulletto si zittisce. Quando Lorenzo sta così in silenzio, io sento una dolce paura, perchè so che mi sta per porre  una domanda difficilissima a cui dovrò rispondere. E la domanda puntualmente, arrivò:

Papà, perchè gli uomini non sono felici quanto” fulvetto “?

Ad un bambino di sei anni e mezzo, non potevo certamente rispondere la prima cosa che mi venisse in mente. Allora gli ho risposto: “Guarda, Lorenzo, è una domanda difficile ma cercherò di risponderti. Non adesso, lasciami un pò di tempo e risponderò alla tua domanda.

Nel frattempo, intorno a noi si radunò un pò di gente che guardava felice quel bambino “felice” (che, a sua volta, aveva donato felicità).

 Ci ho pensato molto, ma poi da “buon matematico” ho sintetizzato dicendo, che la felicità totale non esiste , ma esistono tante piccole felicità. Allora ho deciso di rispondere alla domanda di mio figlio attraverso emozioni positive racchiuse nell’ebook intitolato ” Fili di felicità

.

La particolarità di questo ebook, risiede nel fatto che nello scrivere le storie che inglobano le piccole dolcezze della vita, mi sono ispirato ai vostri blog (quindi vi citerò,svrivendo gli appositi link). Spero che ciò vi renderà felice.

A presto

Massimiliano De Maio

Se sei curioso di leggere il mio libro, lo puoi trovare al seguente link

 

 

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#7.Un’onda di sensazioni mozzate a metà

crossroads on Flickr Large

Foto di koroa

Attimi di incertezza, chi non li ha?

Lascio o raddoppio?

Chiudo il mio Blog oppure continuo e salgo in cima alla montagna?

Vediamo se riesco a non farvi mollare!…

Di seguito troverete un passo di un mio racconto.

Passo:

….Mi sono ritrovato nella piazza del Gesù Nuovo a Napoli per puro caso e me la sono girata tutta, ho tagliato per stradette oblique.

Mi piaceva osservare i passanti e godere delle mie sensazioni, come una lente di ingrandimento che ingigantisce un particolare che passa inosservato. Poi sono arrivato ad un angolo da dove potevo scegliere tra due direzioni diversecon i piedi che mi facevano male e con la sensazione di dolce in bocca. Mi ha colpito un’antica libreria di stampe d’epoca e mentre mi avvicinavo ho notato una donna ferma alla vetrina. Non l’ho riconosciuta subito: una ragazza signorile, con i capelli neri a caschetto illuminati dai raggi del sole che spuntava “felice” tra le nuvole e le belle gambe scoperte da un cappotto troppo corto. Il suo modo di stare in piedi mi era familiare: come una ballerina assorta nei suoi pensieri, con un piede leggermente in fuori e una mano su un fianco, impegnata a guardare qualcosa nella vetrina. A mezzo metro da lei mi sono reso conto che conoscevo quella ragazza e ciò ha allontanato istantaneamente tutti i pensieri che avevano occupato la mia testa fino a quel momento. Ho gridato ” Maggie ” nel tono più sgraziato che mi potesse venire; lei si è girata di scatto con una espressione di spavento che mi ha fatto balzare indietro di due metri. Non mi aveva riconosciuto. Sono “Massimiliano” le ho detto vergognandomi del mio stesso tono e di quanto sono stato cretino. Lei ci ha messo un po’ a ricordarsi di me, ma poi fortunatamente ha sorriso e ha detto ” Ah, si, certo”

Sono stato indeciso se baciarla sulle guance e anche lei sembrava indecisa, ma nessuno dei due ha fatto il primo passo; ci siamo dati la mano. Poi le ho chiesto  “Cosa stavi guardando?”. Lei ha indicato nella vetrina  delle stampe antiche raffiguranti dei paggetti, tra libri di cuoio, pergamene e penne d’oca con il calamaio. Ho fatto finta di guardarle e ho detto “Belle”. Non ero mai stato bravo a trovare le parole giuste con una ragazza che non conoscevo bene,  ma adesso avrei voluto avere un suggeritore teatrale nascosto dietro le quinte a rammentarmi le battute. Lei mi ha guardato con aria interrogativa ed ha sorriso appena. Continuavamo a stare fermi davanti alla vetrina, nel passaggio di cinesi carichi di buste shopper dei migliori negozi e delle migliore marche. Ad un passo da noi suonava un ragazzo straniero il violino, un violino senza corde: il suono melodico usciva dalle sue corde vocali(una cosa che non avevo mai visto prima.) .Margherita, Maggie  per gli amici, si era girata a guardare nella sua direzione e mi sono reso conto che il nostro incontro sarebbe potuto finire benissimo  in quel momento. Così le ho chiesto “Vai anche tu là?”ma con un “là” così vago, il massimo dell’aleatorietà che potevo esternare, sperando che non andasse dalla parte opposta. Lei ha detto “Si”,  ha detto di si schiudendo appena le sue labbra.

Camminava con un passo leggero e lungo, ad un tratto mi ha chiesto” Cosa ci fai a Napoli? “. Le ho detto ” Mi piace fare una passeggiata spensierata in questa città, durante le feste di Natale”.

Lei mi ha guardato con un’aria felice, ha detto “Moi aussi, j’aime! “.

Le ho risposto ” Eheh….”Si”( Google translate dove sei finito???). Ricordo ancora adesso la bellezza dei suoi lineamenti nel sorridermi in maniera più marcata, : aveva un modo buffo di arricciare il naso, inclinare la testa e far brillare gli occhi.

Maggie mi ascoltava, ogni tanto sorrideva ma non mi interrompeva e mi guardava con i suoi occhi nocciola chiaro. Gli occhi dei passanti, quasi in maniera ostentata, cercavano di incrociare un suo sguardo, ma lei faceva finta di non accorgersi dell’attenzione insistente, ci doveva essere abituata e non sembrava che le dispiacesse. Continuavo a parlare, per mascherare la gelosia che stavo provando in quel momento e per paura che il momento di vicinanza si esaurisse. Le ho chiesto cosa stesse leggendo in quel periodo; lei ha detto che stava rileggendo le poesie di Prevért e che la sua poesia preferita era “Cet Amour“. Il suo accento francese mi arrivava come una vibrazione tiepida, che dall’udito condizionava tutti gli altri miei sensi per poi mixarli nuovamente. Guardavo i  tavolini dei “Caffè” e pensavo che mi sarebbe piaciuto entrare e sederci uno di fronte all’altro a un tavolino, ma avevo timore che quell’equilibrio che si era creato tra noi potesse rompersi di colpo.Forse avrei dovuto osare? Ma non l’ho fatto!

Il rumore delle auto e dei mezzi pubblici, d’improvviso aveva interrotto l’atmosfera magica che ci aveva tenuto vicini fino a quel momento, stavamo percorrendo una stradina che affacciava su una strada larga dove passavano Autobus e taxi.  Giunti all’incrocio della via maestra, ci siamo paralizzati, avrei potuto portarla indietro, avrei potuto dire…; la fissavo da vicino senza parlare. Lei ha detto “devo andare” e quasi controvoglia ha alzato il braccio sporgendosi dal marciapiede, un taxi si è fermato dopo due istanti, dove il tassista le ha fatto capire di avere molta fretta. Ci siamo stretti la mano, indecisi se abbracciarci o meno come quando ci siamo incontrati vicino la vetrina della libreria,ancora una volta letteralmente sospesi in  un’onda di sensazioni mozzate a metà.

Ti è piaciuto questo articolo?

Sono contento, perché ci metto passione in ciò che faccio!

Lascia i commenti qui sotto.

 

Quattro passi per scrivere articoli virali e contagiosi

Personalmente impiego tantissimo tempo, a pensare al titolo del mio post.

Perchè il titolo è così importante?

Il titolo è importante perchè si deve distinguere tra una mole di informazioni pazzesca: l’attenzione deve essere catturata in meno di un secondo.

Fate la vostra bella ricerca su un motore di ricerca e la prima informazione che compare la cliccate e non perdete altro tempo.Di contro se alla decima posizione leggete un titolo accattivante lo cliccate lo stesso.

Anche quando ricevete una email di notifica di un post, se il titolo non è persuasivo passate avanti.Tutto ciò è consuetudine.

Il vostro valido articolo compete con migliaia di altri pezzi!

Non scoraggiamoci, adesso vi svelo dei trucchetti:

  • Inserire numeri: Un titolo che quantifica è utile, ad esempio  “cinque modi per scrivere un post corretto” attira di più l’attenzione di un lettore rispetto a “come scrivere un post corretto”.
  • Le  parole “migliore”, “massimo” o “sempre” accanto all’aggettivo che connota quello che racconterete influenza i click sul vostro post.
  • Chiarezza: andare dritto al punto anche dal primo rigo cattura l’attenzione e accompagna il lettore alla fine del posts
  • Nomi e news:  inserire nel titolo i nomi di personaggi famosi, aiutano l’articolo a diventare virale: Attira il lettore!!!

My ebook

Fili di felicità

Come dare una spinta ai propri articoli

 

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Fili di felicità

 

Il vero blogger scrive articoli in continuazione e vorrebbe che questi articoli venissero letti e commentati. Un buon metodo è quello di condividere tali articoli su vari social  Su Facebook, Twitter, Google+ ecc.

Come fare? leggi un mio post precedente!

Condividere un nostro articolo sui social è di fondamentale importanza per diffondere la nostra voce sui social, quindi non devono mai mancare i pulsanti di condivisione per i social network.

Ogni argomento che trattiamo sicuramente avrà un riscontro sui social network, nei forum quindi questo modus operandi potrebbe fungere da centro di aggregazione.

Non sottovalutiamo la rubrica della nostra posta elettronica per invitare i nostri contatti passati ed in itinere. Il modo intelligente potrebbe essere quello di filtrare i contatti e invitare solo coloro che potrebbero essere interessati all’argomento. Nel messaggio non abbiate paura a invitare il potenziale lettore a leggere il post e a condividerlo in rete , commentarlo ed iscriversi al blog per rimanere aggiornati sulle prossime novità che proporrete.

 

Grazie per essere arrivato fin qui!!!

Fai un commento al mio libro(ti va?)

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In dialetto Ti dico Auguri di Buona Pasqua!

Ieri mi ha telefonato un amico di infanzia che non sentivo  da parecchio tempo, perchè si è trasferito a Roma da quasi venti anni. Egli romano di adozione,  non ha dimenticato il suo  dialetto( filo conduttore della sua origine e della sua terra): la comunicazione telefonica(infatti) è avvenuta perlopiù in “Napoletano”. Le sue parole mi hanno reso estremamente felice, facendomi ritornare in dietro nel tempo e rivivere alcuni momenti della mia gioventù.(Penso che se mi avesse fatto gli auguri in italiano ,forse non avrei avuto le stesse emozioni positive nell’ascoltare le sue parole).

Per tale motivo, ho pensato di scrivere questo post con l’intento di fare gli auguri di Buona Pasqua a tutti , in maniera più fluida ed emozionale al fine di abbattere certe espressioni stantie ed ingessate.

Parlare in dialetto non è “tabù”!

Molto spesso consideriamo i nostri dialetti come “figli” dell’italiano, invece non è così perchè essi sono dei “fratelli” meno fortunati : tutti i dialetti hanno un medesimo genitore, vale a dire il latino che era in uso fra le classi popolari di Roma e dell’Italia. Se si vuole, dunque, i nostri “dialetti” sono, a pieno titolo, lingue “neolatine” o “romanze” proprio come il francese, lo spagnolo, il portoghese.

Parlare in dialetto, molto spesso significa parlare agli amici, infatti gli amici blogger( che saluto e cito) mi hanno tradotto la seguente frase, con i loro dialetti:

“Auguri di Buona Pasqua a tutti,  da parte di noi blogger ( Ce la possiamo fare)”

(Tedesco, non è un dialetto ma va bene lo stesso)Wir Blogger wünschen allen Frohe Ostern! (puramagia)

(Friulano)Une vore di augurs di Buine Pasche a duc, de bande de clape dai “blogger” di O Poden Petale (durigatto)

(Triestino)Auguri de bona Pasqua a tuti, da parte de noi bloggher (ghe la podemo far) (accantoalcaminoblog)

(Piemontese)Bun-a Pasqua a tuti davpart ad nuj autri blogger (as poeul fese) (pupazzovi

(Piemontese) augüri ad buna Pasqua a tüti,da part ad nui blogger (J la poduma fé) (ilmondodibabajaga)

(Dialetto noneso)Auguri de bona Pasqua a tuti, da noi autri blogger (ghe la poden far) (charmeandmore)

(Ferrarese)Auguri ad Bona Pasqua a tuti, da nuàltar blogger (a gla putèn far) (nonsolobiancoenero)

(Napoletano) A tutt gli amic “Bona Pasq”, da part di noi blogger (c’ha putimm fa)(me)

Che mescolanza di suoni e di culture( non lo avvertite?)

Che bello essere AMICI!

Una nuova gara è iniziata.Corri ragazzo,corri!

Vorrei che quello che ho fatto qualche giorno fa, lo faceste anche voi. Annotare i successi riscontrati(piccoli o grandi che siano…) su un taccuino: successi che riguardano della mia vita. Annotare i propri successi è un atto molto importante, tale gesto dona positività. I successi rappresentano stelline luminose che formano costellazioni galoppanti verso la strada del successo. Uno dei successi che ho scritto e che voglio condividere con voi è quello di essere diventato migliore, gustando un sapore speciale della vita. La turbolenza è parte integrante della nostra vita, il sentirsi di sbandare su una strada, che non ti appartiene, è un evento fisiologico che investe quasi tutti gli esseri umani; ma la cosa importante è essere sempre se stessi e riprendere a camminare sulla strada maestra. Riprendersi la propria libertà e seguire la propria strada ti rende ricco, una ricchezza  interiore brillante che illumina ogni tuo passo, evitando pietre e buche sotto le tue scarpe. I successi bisogna averli sempre in tasca, i successi nessuno potrà mai portarteli via.Concentratevi su tali  successi, assaporateli fino in fondo, fino al punto di  solleticare l’anima.. Ricordare i  successi passati aiuta a rendere migliori quelli successivi.

Personalmente sto lavorando ad un nuovo progetto editoriale, il precedente però non l’ho dimenticato:

Nautilus Village all’interno dell’Ecoparco del Mediterraneo

Di recente sono stato al Nautilus Village un villaggio turistico che si trova a Castel Volturno in provincia di Caserta. Vi consiglio di visitare quest’oasi naturale soprattutto se  i vostri ragazzi amano lo sport e la natura.

Sin dal primo passo nell’entrare in questo parco(uno dei più belli d’Italia) sono rimasto incantato nell’assistere al volo di numerose specie di uccelli che attraversano questo paradiso, sostando attorno ai laghi presenti.

Il personale del villaggio costituito da un team di educatori e di animatori altamente qualificati  offre ai nostri ragazzi momenti di svago dedicati allo sport quali: canoa, rugby, tennis, tiro con l’arco, calcetto, pallavolo, beach volley e attività ludico-ricreative quali bird watching, passeggiate nel parco in piccoli gruppi a piedi o in bicicletta.

Il Nautilus Village, offre una serie di servizi tra questi le gite didattiche e campo scuola.

Con la Gita giornaliera i ragazzi saranno accompagnati nella visita dei siti archeologici e naturalistici dei Campi Flegrei e proseguiranno la giornata all’insegna dello sport e del contatto con la natura affidati allo Staff Nautilus, formato da animatori professionisti e di esperienza.
Il Campo scuola propone invece due o più giorni da trascorrere con attività ludiche e sportive abbinando
la conoscenza del territorio dei Campi Flegrei.
L’obiettivo del Campo scuola è di favorire la relazione e l’affiatamento tra i compagni e tra questi e i loro docenti.
I ragazzi affronteranno sfide e svilupperanno le proprie capacità vivendo emozioni indimenticabili in un contesto
familiare e sicuro.

 

Se vuoi scoprire altri servizi, ti invito a visitare il loro sito

www.nautilusvillage

 

Perchè mi piace il mio lavoro?

Articolo scritto da Laura Marone, titolare del portale vacanzeinvendita

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Ho viaggiato molto nella mia vita, le vacanze sono sempre state per me molto importanti, ero continuamente pronta ad organizzarne una e quando non potevo permettermi di partire per un lungo periodo, mi accontentavo di un weekend. Frequentare altri luoghi, mi faceva sentire una cittadina di questo pianeta, non solo una ragazza di Roma.

Da qualche anno mi occupo di vacanze, affitto appartamenti a Venezia e in Sardegna, ma organizziamo anche crociere in barca a vela in quasi tutti i mari del mondo. Che sia per una settimana o un weekend, mi piace dare il mio contributo per questi “Fili di Felicità” che tanto ho cercato nella mia esistenza.

La scelta è stata inizialmente per la Sardegna. Amo il mare e sopratutto quello che circonda questa splendida isola, i suoi colori mettono allegria e danno serenità. Chi visita quei luoghi, torna a casa rigenerato e col desiderio di tornarci il prima possibile. Il mare, il cibo, la gente, con le sue tradizioni, la rendono speciale. Se avrete la fortuna di arrivare in nave all’alba, i colori e le luci, vi lasceranno senza fiato. E’ un luogo da visitare e vi stupirà scoprire ad agosto, alcune spiagge quasi deserte.

E poi c’è Venezia, dove in parte sono cresciuta, definito il salotto d’Italia! Città d’arte per eccellenza, ma anche romantica e magnifica con i suoi canali, la laguna e gli innumerevoli eventi che da sempre richiamano a se, milioni di turisti ogni anno.

In questo magico scenario, in mezzo a quelle strette calli e i suoi tanti ponti, potrete rivivere la storia e sentirvi partecipi di qualcosa di unico al mondo.

Articolo scritto da Laura Marone, titolare del portale vacanzeinvendita

 

I dieci libri più venduti del momento

CHI HA GIA’ LETTO UNO DI QUESTI LIBRI?

 

1.La giostra dei criceti

La giostra dei criceti parla di una rapina, organizzata con grande macchinazione da quattro balordi della mala romana René, Franco, Cinese e Cencio, hanno…

I protagonisti di questo libro sono una donna, Trudy, suo marito John Cairncross, editore e poeta, e l’amante di lei, Claude, agente immobiliare senza troppi scrupoli. Un triangolo destinato..

 

La protagonista una trentenne napoletana che vive nei Quartieri Spagnoli è una giovane onesta, combattiva, abituata a prendere a schiaffi la vita. Fa l’avvocato,…
Un uomo e una donna in età avanzata si innamorano e riescono a condividere sogni e speranze. Nella cornice….

Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della…

 

L’autore Giuseppe Cloza descrive un immaginario viaggio di avvicinamento al buddismo di Nichiren Daishonin e alla organizzazione della Soka Gakkai che lo diffonde in Italia e…

 

Questo libro nasce all’alba. Precisamente all’alba di due giorni che, con il Brexit e l’elezione di Trump, hanno cambiato la nostra storia. Siamo…

 

Quasi Niente è un’immersione totale nella cultura montanara, tra aneddoti, riflessioni, storie e personaggi destinati a lasciare il segno. Una…

 

9. Qualcosa 

La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa, ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è…

 

Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu – con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu -…

Aprile 2017: Libri

Perchè Marco ha scelto un auto a noleggio?

 

Pazza idea

Un uomo, una donna, quarantenni, parigini. Non ci sono nomi. Si conoscono a una colazione di lavoro. Si piacciono, si rivedono, si danno del lei, scambiano sms sempre più intimi. Si innamorano perdutamente. Ma sono entrambi sposati, ci sono dei figli, e nessuno vuole mettere in pericolo la propria famiglia….

La sconosciuta

Emma fa la commessa in un negozio di vestiti e ha un amante segreto, il grande capo della catena di abbigliamento. Certo, non è facile avere una storia con un uomo che è sempre sotto i riflettori, ma Emma è pazza di lui e determinata ad affrontare ogni difficoltà. Peccato…

Bruciare tutto

A chi apparteniamo? A quale legge ubbidiamo? Per un prete che significa, davvero, amare Dio? Questo si chiede don Leo nelle sue giornate divise tra oratorio, mensa dei poveri (che sono sempre di più anche nella Milano del nuovo skyline da bere e da mangiare), ripetizioni ai bambini in difficoltà,…

Io sono Dot (Einaudi. Stile libero big)

Niente è stato facile per Dorothy «Dot» Sherman. Ma se mai c’è stata una ragazzina capace di prendere la vita e rivoltarla, be’, è lei. A diciassette anni, quando hai un padre uscito a comprare le sigarette e mai tornato, una madre buona a nulla, un fratellino re delle caccole…

Il traduttore

Milano, 1956. L’appartamento di via Borsieri è in penombra. Ovunque sono ammassati libri. Ce ne sono migliaia, stipati sugli scaffali e accatastati per terra. Accanto alla finestra, una scrivania, anch’essa incorniciata da colonne di libri, e, dietro, quello che potrebbe sembrare un insieme di vestiti ammonticchiati alla rinfusa ma che,…

La fioraia di Deauville e altri racconti

«Sui calzoncini corti la signorina Berthe, che a suo dire non aveva nient’altro da mettersi, aveva indossato quello che lei definiva un copricostume: una sorta di vestaglietta che la faceva apparire ancora più svestita, poiché era chiusa solo da un bottone sul davanti, all’altezza della vita, e i lembi si…

Perchè Marco ha scelto un auto a noleggio?