3. Come andrà a finire il nostro discorso?

Nel post precedente abbiamo parlato dell’introduzione del discorso improvvisato.

Attraverso esso, abbiamo fornito ai nostri uditori l’informazione del punto di arrivo del  viaggio (consentitemi questo eufemismo…) che ci accingeremo a  percorrere attraverso le nostre parole. Il viaggio durerà circa due minuti(la fine del discorso), quindi decideremo di esprimere il corpo del nostro discorso attraverso due punti importanti. Quando si improvvisa un discorso, si tende a superare i punti prefissati il prima possibile, trascurando dettagli importanti che ci fanno cadere nel vago. L’essere vaghi distrae il nostro pubblico, quindi dobbiamo a tutti i costi rallentare ed essere quanto più precisi possibili nello sviluppo dei punti prestabiliti. Sappiamo benissimo, che non abbiamo avuto tempo di preparaci sull’argomento, ( tutto è accaduto  così all’improvviso?), ma il nostro compito è sempre quello di non far distrarre i nostri uditori: per esempio potremo usare i verbi più vivaci che conosciamo, e potremo introdurre esempi semplici a supporto del discorso che sta evolvendo, allo scopo di aiutare  il nostro uditore(il nostro pubblico) a farci capire meglio e a rafforzare quello che stiamo asserendo.

Mi rendo conto che riuscire e rispettare i punti predetti, per chi non è allenato, per chi si sta avvicinando solo adesso a questo argomento, risulta difficile metabolizzarlo e metterlo in pratica.

Repetita iuvant” dicevano i latini: non ci resta che esercitarci, è l’unica strada ,per il momento, da percorrere per far si che la nostra mente diventi più flessibile e pronta.

Esercitarsi significa riprendere, ad esempio, un discorso che non è mai giunto alla fine, e riproporlo: ad un amico, ad un familiare oppure di fronte ad una webcam parlando liberamente (e perchè no?, poi  pubblicare questo video su  youtube).

Personalmente consiglio di fare un video del vostro discorso  perchè, solo nel rivedervi, capirete( anche intuitivamente) quali punti del vostro interloquire e della vostra mimica facciale sono da modificare e ottimizzare. Più video farete e più noterete un certo miglioramento.

Trovo che sia un modo efficace per lenire quella rigidità nel trovarsi davanti ad una telecamera oppure davanti ad una vasta platea.

Ricordo una  frase di una mia amica, che dopo che le avevano scattato una foto, nel guardarla disse:” non so se mi fà più innervosire la macchina fotografica o il tizio che vuole che dica “Cheese?

Non abbiamo bisogno di un tizio che ci dica “Cheese“, abbiamo bisogno di fare un bel respiro, buttare fuori l’aria con tranquillità rilassando braccia schiena e spalle, per  porsi in maniera naturale , per pensare che è bello essere “se stessi” quando ci troveremo di fronte all’obiettivo di una macchina fotografica(telecamera), quando ci troveremo di fronte a quegli occhi luccicanti del nostro pubblico, che non vede l’ora di scoprire come va a finire il nostro discorso.

5.Per il nuovo anno non convinco, ma persuado!

Convincere è una cosa… ma persuadere è tutt’altro!

Nel linguaggio corrente, spesso e volentieri, usiamo il termine convincere come se fosse un sinonimo di persuadere.

Quando noi vogliamo convincere qualcuno, non facciamo altro che adottare delle strategie verbali per superare degli ostacoli logici e razionali

Al contrario , quando vogliamo persuadere facciamo appello a meccanismi emotivi e passionali, sostanzialmente usiamo la stessa arte di quando vogliamo sedurre qualcuno.

Comunicare in maniera persuasiva con il nostro interlocutore significa trasmettere idee nuove in maniera coerente con le sue attese , i suoi gusti , i suoi valori di fondo, utilizzando un messaggio positivo, gradevole, divertente,chiaro, ordinato e compiuto, al fine di suscitare curiosità ed un amichevole interesse.

Molto spesso, questi aspetti del messaggio agiscono sul soggetto in modo inconsapevole ed inavvertito, perché attivano in lui delle risposte automatizzate e condizionate.

Per attuare una comunicazione persuasiva, ci viene in aiuto lo studio portato avanti da William McGuire dell’Università di Yale (U.S.A.), il quale sostiene che la persuasione si può compiere seguendo scrupolosamente il seguente processo di sei fasi:

  1. La presentazione del messaggio, nella quale il ricevente viene messo in grado di essere raggiunto dal messaggio.

2)  l’attenzione, che il ricevente deve prestare al messaggio

3) la comprensione dei contenuti, assicurata da un “codice” di trasmissione adeguato (si cercano di evitare linguaggi troppo specialistici o comunque di difficile comprensione),

4) l’accettazione da parte del ricevente della posizione sostenuta dal messaggio, nella quale si instaura un sorta di sintonia col messaggio ricevuto;

5) la memorizzazione della nuova opinione, in maniera da farla propria;

6) ed infine, il conseguente comportamento.

Inoltre, anche la struttura stessa del messaggio offre importanti appoggi per veicolare la persuasione.

La vividezza del messaggio, innanzitutto, in cui la costruzione del discorso, i colori, i suoni,concorrono a rendere il messaggio più vivido e facilmente percepibile.
L’ordine degli argomenti, dove gli studi eseguiti sulla memoria e sul livello di attenzione hanno portato in rilievo due importanti effetti utili a questo proposito: di fronte a una serie di informazioni adiacenti, le persone tendono a ricordare meglio le prime della serie (effetto primacy) e le ultime (effetto recency),mentre quelle poste nel corpo centrale dell’esposizione vengono meno facilmente ricordate.

Esco a fare due passi alla ricerca di “Fili di felicità”

Questo libro (o meglio questo e-book ) è nato un giorno in cui mio figlio  Lorenzo , mentre giocava nel giardino di un centro commerciale ad un certo punto, corre verso di me chiedendomi qualche spicciolo. Alla domanda di cosa ne dovesse fare, risponde con due occhi luccicanti di umanità, ” Voglio far felice un cagnolino “. Gli spiccioli gli servivano per comprare del cibo a ” fulvetto “; aveva battezzato così quel cane randagio che gli si era avvicinato mentre giocava.

Con estrema dolcezza ed euforia teneva vicino a se quel cagnolino: lo guardava, l’accarezzava, gli parlava. Ad un certo punto il mio fanciulletto si zittisce. Quando Lorenzo sta così in silenzio, io sento una dolce paura, perchè so che mi sta per porre  una domanda difficilissima a cui dovrò rispondere. E la domanda puntualmente, arrivò:

Papà, perchè gli uomini non sono felici quanto” fulvetto “?

Ad un bambino di sei anni e mezzo, non potevo certamente rispondere la prima cosa che mi venisse in mente. Allora gli ho risposto: “Guarda, Lorenzo, è una domanda difficile ma cercherò di risponderti. Non adesso, lasciami un pò di tempo e risponderò alla tua domanda.

Nel frattempo, intorno a noi si radunò un pò di gente che guardava felice quel bambino “felice” (che, a sua volta, aveva donato felicità).

 Ci ho pensato molto, ma poi da “buon matematico” ho sintetizzato dicendo, che la felicità totale non esiste , ma esistono tante piccole felicità. Allora ho deciso di rispondere alla domanda di mio figlio attraverso emozioni positive racchiuse nell’ebook intitolato ” Fili di felicità

.

La particolarità di questo ebook, risiede nel fatto che nello scrivere le storie che inglobano le piccole dolcezze della vita, mi sono ispirato ai vostri blog (quindi vi citerò,svrivendo gli appositi link). Spero che ciò vi renderà felice.

A presto

Massimiliano De Maio

Se sei curioso di leggere il mio libro, lo puoi trovare al seguente link

 

 

30 GIORNI GRATIS DI KINDLE ILLIMITED

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#4.La motivazione alla base di tutto

Motivation on Flickr Large

Foto di Thụy Du Photo

E’ importante saper motivare e coinvolgere il lettore. Non possiamo negare, che il nostro “caro” lettore è la nostra forza, è la spinta atomica che ci consente di postare ancora ed esternare le nostre passioni e le nostre emozioni.

Il lettore deve percepire da subito la nostra direzione, il nostro messaggio. La creazione della “direzione in cui andare” identifica l’itinerario da percorrere.

Se attraverso i nostri post , riuscissimo a creare “motivazioni” allora potremmo sperare nella fidelizzazione del lettore. Un buon blogger, deve saper evidenziare la visione del suo “prodotto” e dei valori che ci girano intorno.

L’azione lettore-scrittore deve essere dinamica, i solisti non vanno da nessuna parte mentre il gruppo genera dinamicità e motivazione. I post devono essere trattabili e raggiungibili da un pubblico ampio: quindi non devono essere troppo lunghi e devono essere capaci di risvegliare l’appetito, intrigare il palato e tenere banco fino alla prossima portata.

Curiamo,quindi, i contenuti affinchè il lettore venga coinvolto e stuzzicato nella sua curiosità per farlo tornare alla prossima puntata. Inoltre non scriviamo di getto(rileggiamo i contenuti,anche a voce alta per carpire eventuali note stonanti), potrebbe essere emozionante ma infernale per chi ci legge.

Il lettore è un nostro amico, quindi è bene usare un tono colloquiale, per esempio possiamo immaginare di scrivere a quella persona che conosciamo da tempo, con un testo scorrevole, fluido e sciolto. Il tono colloquiale è efficace, ma non tralasciamo mai le regole di ortografia, sintassi e grammatica.

Decidere di gestire un blog implica anche ottenere risultati dall’esterno, che sono il frutto di una buona attività motivazionale dall’interno. Abbiamo deciso di “bloggare” perchè siamo stati spinti da una forte motivazione a farlo! La motivazione è una grande risorsa interna, che ci dà onore nell’agire, sicurezza, convinzione e tenacia nel raggiungere i nostri obiettivi.

IDEA!!! Ti interessa?

Non voglio perdermi troppo in chiacchiere, quindi sarò diretto!!!

AIUTIAMOCI!!! FACCIAMO CRESCERE I NOSTRI BLOG!

COME ?

Tu scrivi un articolo sul mio blog ed io citerò la fonte mettendo il link del tuo blog.

Perchè dovresti scrivere un articolo per il mio blog?

  • Semplicemente perchè, quando pubblicheremo l’articolo, esso potenzialmente raggiungerà un pubblico di circa 2500 persone iscritte a celapossiamofareblog.
  • Perchè è pubblicità gratis per te!
  • Perchè ti piace condividere le idee e divulgare gli  argomenti;  e far ridondare il tuo nome.

 


Che cosa puoi scrivere?

Ti elenco gli argomenti:

 

  • Arte
  • bellezza
  • blogging
  • Attività commerciale
  • Auto e Moto
  • educazione
  • Divertimento
  • Imprenditoria
  • La vita familiare
  • Fashion style
  • Food
  • Salute & Benessere
  • Casa & Giardinaggio
  • fotografia
  • Politica
  • Religione
  • Giochi Sportivi
  • Tecnologia
  • Viaggio
  • Libri
  • Medicina
  • Matematica

Se vuoi scrivere su un argomento diverso, parliamone Contatti


Tu scrivi l’articolo al resto ci penso io!

  • Inserirò i tag efficacemente ai fini seo
  • formatterò l’articolo
  • Aggiungerò le immagini
  • creerò il link al tuo blog
  • condividerò l’articolo sui social

Condizioni inderogabili e tassative:

  1. Nome e Cognome (  veritieri)
  2. No pedofilia e no pornografia
  3. No discriminazioni razziali e religiose

 

Cordiali saluti, e grazie per il tuo prezioso contributo creativo.

Se ti piace l’idea?

commenta qui sotto…Ad Maiora! e manada il tuo scritto attraverso il modulo contact che trovi nel menù

Canale youtube

Diamo una mano al neonato canale…basta iscriversi ed attivare la campanellina per rimanere aggiornati.

https://www.youtube.com/channel/UCxwcGsv9FYc8GJRk5G8jt8A/videos

 

Se anche tu hai un canale youtube, metti il link qui sotto nei commenti.Ricambierò il tuo interesse.

 

Articolo di qualche tempo fa…”Perché è più facile essere tristi che fare un sorriso?”

Vedo sempre più gente rinunciare ad un sorriso, si pensa che il sorriso sia un atteggiamento sentimentale quindi si tira su la corazza, oppure si pensa che il sorriso sia da ebeti che non si rendono conto dei problemi quotidiani. Io penso semplicemente che il sorriso sia una scelta, un diritto a servire la vita. Ricordo una frase che mi ripeteva sempre mia nonna: “Sorridi e la vita ti sorriderà”. La vita bisogna servirla sempre, quando facciamo la spesa al supermercato, quando andiamo a scuola, quando laviamo il bucato, quando ci scambiamo il segno di pace in chiesa.

Oggi è la festa del papà, sorridiamo e serviamo tutti i papà, in particolare a quelli che per assicurare il futuro ai propri figli si stanno spaccando la schiena anche oggi. Padri che non si lamentano, perchè sanno che troveranno a notte fonda la letterina del proprio figliolo accanto al piatto riscaldato con il coperchio sopra, e che piangeranno nel leggere “Sei forte papà”.

La felicità è imperfetta, ma lega gli uomini soprattutto attraverso le piccole cose. Io ho cercato di spiegarla e di trovarla scrivendo un  libro…se ti va…

 

 

 

#4. Vivere creativamente

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“Vivere creativamente” significa affrontare la vita sotto l’aspetto del continuo divenire, sul quale abbiamo la facoltà di esercitare il nostro controllo senza adagiarsi nell’abitudine, senza lasciarsi spaventare dai mutamenti, anzi accoglierli volentieri. La chiave di volta del nostro atteggiamento è la prontezza nell’intuire i vantaggi che potremmo trarre dalla circostanza e la capacità di rimboccarci le maniche per afferrare le occasioni favorevoli non appena si presentino

 Quando eravamo bambini, non avevamo  il tempo di affliggerci, perché eravamo  capaci di ” vivere creativamente ” ogni attimo della vita.

Sentirsi schiavo delle circostanze negative  è deleterio, la vita non è affatto una sola, lunga esperienza.

Ogni giorno è un giorno nuovo che non è mai esistito prima.

Le persone che si reputano sfortunate , vivono come paralizzate, si irrigidiscono  e non muovono un dito per aggirare le difficoltà. Mentre le persone creative sono flessibili, non si attengono a schemi e principi rigidi ed ogni cosa è vista non univocamente ma in tanti modi diversi.

I rigidi si rassegnano, rinunciano, tutto a danno dello spirito creativo; non cambiano idea, indossano una corazza e non si rendono conto che questo atteggiamento possa diventare frustrante e paralizzante. Il creativo affronta tutte le situazioni senza lasciarsi sgomentare e senza mettersi in apprensione, senza malanimo ed emozioni negative che potrebbero risultare deleterie per lui stesso.

Tutti possono avere la capacità potenziale di cambiare gli atteggiamenti passivi in atteggiamenti opposti, stracolmi di argento creativo e molto più proficui.

Optare per una delle tante scelte positive, anche se l’evento non è bellissimo, è l’unico modo per rendere la vita più dolce.

Al giorno d’oggi, chi non ha difficoltà?

L’albero stretto nel bosco fitto, cresce più in fretta perché vuole arrivare alla luce. Se ci si sente compressi, umiliati e offesi, l’importante è tenere duro con la consapevolezza che se lo si desidera fortemente, la meta non sarà mai troppo lontana.

My ebook

 

#1.Blogger si diventa

road on Flickr Large

Foto di Jeremy VanderMeer

Signori si nasce ed io modestamente lo nacqui ” è una frase che Totò recita in “Signori si nasce”  un film del 1960, per me intramontabile e che piace ancora oggi agli adulti e ai bambini. Si proprio così! Totò piace ai bambini!  Anche se quest’ultimi, ahimè, sono sempre più attratti dal  mondo degli “Yo kai” (piccoli mostriciattoli manga che hanno letteralmente  stregato le nuove generazioni).

Al contrario(come antinomia) mi piace, personalmente, ripetere ” Blogger non si nasce, si diventa

Proviamo a digitare su Google “Come si crea un blog” a cascata troverete articoli di altri blogger che vi descrivono (entusiasticamente) argomenti come “Creare un blog di successo” “Come aprire un blog e guadagnare” “Creare un blog da 12.000 euro in tre mesi” ecc.

Bellissimi titoli!Accattivanti!Sono  la panacea di tutti i nostri mali? Per voi è  così?

Io penso che per fare blogging, bisogna crederci fino in fondo e seguire alcune regole “pilastro” da tenere sempre sottomano.

Una tra queste è quella di  mantenere il contatto con le persone(i nostri lettori): non esiste una strada univoca, ma esiste la voglia e la predisposizione di farlo!

Quindi prima di conoscere i nostri lettori, sarebbe opportuno, in primis ,conoscere “noi stessi“: guardarci dentro, guardare e conoscere i nostri limiti nel vedere le cose.

Forse abbiamo una visione molto ristretta delle cose?

Rimbocchiamoci le maniche per scoprire i nostri modelli mentali, le figure e le immagini che influiscono sul nostro modo di vedere il mondo(la nostra prospettiva).

Il concetto di “nuovo” spaventa tutti gli esseri umani, ma solo i  più temerari possono andare avanti in maniera prepositiva.

Il “nuovo” può divenire meno ostico, solo se ci abbandoniamo al confronto con gli altri( commenti ,considerazioni, condivisioni): l’oppositività al “nuovo” nasce dai nostri schemi mentali “arrugginiti.

Quindi, perchè non portare  via la polvere dai cassetti della  nostra “visione” delle cose?

Perchè non  cavalcare il cambiamento e lasciarsi alle spalle la staticità?

Perchè non  concentrare le energie verso gli obiettivi?

Perchè non  sviluppare la pazienza?( molti blogger abbandonano perchè troppo precipitosi nell’aspettarsi il risultato)

Perchè non  vedere oggettivamente la realtà?

 

 

 

 

#5. Essere consapevoli che l’obiettivo dipende da noi

Un obiettivo è più facile se dipende da noi.

Molto spesso gli obiettivi che esprimiamo in realtà sono obiettivi per altre persone e non possono essere per noi. Mi spiego meglio: “Voglio che i miei follower trovino il mio blog affascinante”; “Voglio che  i miei follower siano più gentili nella formulazione dei commenti”, non sono ancora un obiettivo ben formulato. Sono buoni inizi, ma bisogna trasformarli, perchè rappresentano desideri che non dipendono interamente dalla nostra volontà…e per questo potremmo aspettare tutta la vita. Se il nostro obiettivo dipende da qualcun altro, sarà quasi impossibile raggiungerlo perchè ciò che fanno gli altri non è sotto il nostro diretto controllo. Noi abbiamo il controllo solo dei nostri comportamenti.

Nell’esempio precedente ” Voglio che  i miei follower siano più gentili nella formulazione dei commenti”, per riformulare questo obiettivo dobbiamo prima considerare quello che possiamo fare noi in questa situazione. Noi non abbiamo il controllo dei nostri followers, ma abbiamo il controllo sui nostri comportamenti.

Facciamo qualche esempio: Il mio follower ha un modo di commentare che non piace a me; posso essere meno permaloso; posso essere tollerante; posso ignorarlo; posso capirlo; posso cominciare io, ed essere molto più gentile quando commento e vedere cosa succede….( il resto delle riformulazioni le lascio alla vostra fantasia).

Ecco che se  ci accorgiamo che i nostri obiettivi non dipendono strettamente da noi è buona norma riformularli.

Non sono le cose in sé che turbano gli uomini, ma i giudizi che gli uomini formulano sulle cose

( Epitteto)

 

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