Post in evidenza

Come incrementare le vendite dei nostri prodotti

In questo post vi parlerò di qualità.

Partiamo da questo presupposto: siete capaci di tollerare un difetto del prodotto che avete acquistato?

Perchè dovrebbe tollerarlo il vostro follower oppure il vostro cliente?

I tempi sono cambiati, certo la perfezione non esiste ma cercare di limitare i danni è possibile. Chi, come me, ha deciso di dedicarsi al blogging, ha capito benissimo che la qualità dei contenuti che formuliamo deve essere curata nei minimi termini. Ragazziii, i contenuti dei nostri articoli equivalgono ai prodotti presenti negli scaffali di un negozio fisico. Noi abbiamo un compito ancora più difficile, perchè il nostro prodotto non si può toccare, scrutare, girare, capovolgere: purtroppo non abbiamo questa fortuna!!!

D’altro canto però abbiamo un valore aggiunto ovvero i nostri contenuti che scritti bene, con cura , amore e passione possono veicolare potenzialmente il nostro follower ad acquistare il nostro info-prodotto (ebook il mio ad esempio è Fili di felicità) o prodotto che abbiamo deciso di pubblicizzare. In poche parole è una questione di stima!!! Dobbiamo essere bravi a farci stimare dal nostro potenziale cliente.

Personalmente quando devo acquistare un prodotto( e penso che valga in generale) desidero “di più” dal prodotto che scambio con la mia moneta, chiedo un nuovo valore per compensare il nuovo valore simbolico che attribuisco al denaro. Quando acquisto qualcosa in cambio chiedo qualità, scelta e servizio.

Un prodotto che ha difetti non possiede il ” minimo sindacale” per essere accettato.

Il cliente desidera disporre di una scelta vasta ma non si sofferma su prodotti molto simili e difficili da distinguere:offrire la possibilità di scelta significa dimostrare rispetto del cliente.

La ricerca dei servizi da aggiungere ai prodotti, è uno degli aspetti più interessanti e vasti dal punto di vista dello sviluppo della creatività nella vendita.

Sinceramente, quando entro in un bar mi aspetto( mio padre mi diceva che 40 anni fa era il contrario) il banco asciutto e pulito, il personale attento e gentile che ringrazia, ti sorride che ti dimostra che è contento di vederti sorseggiare il loro caffè.( io le percepisco queste cose e tu?)

Il cliente deve sentirsi saldamente tutelato, decisamente al primo posto nei pensieri e nelle cure di chi intende vendergli qualcosa oppure come nel nostro caso fargli leggere il nostro articolo.

Io, per esempio, ho scritto questo ebook, e sono pronto a rimborsarti se non è di tuo gradimento, quindi  se vuoi?

Fili di felicità

 

Post in evidenza

Come farsi udire nel baccano

Il blog è una nostra creatura è parte di noi, è il nostro “io”. Il blog è lo specchio dei nostri pensieri, del nostro intelletto, della nostra fantasia.

Il blog è:

  • anima
  • spirito e…
  • cuore ( il nostro bel cuore)

Potenziamo sempre di più la nostra sensibilità, solo così riusciremo ad attrarre più follower e quindi più stimatori.

La scelta è ampia, abbiamo tantissimi concorrenti ed il cliente si distrae facilmente e cambia velocemente idea.

Anche noi dobbiamo essere in grado di cambiare spesso idea per cogliere nell’attimo fuggente il target dei nostri lettori.

Non siamo i soli a distinguerci nella massa, anche le persone dello spettacolo devono rimboccarsi le maniche e farsi spazio mettendo a nudo la loro capacità e la loro bravura. Dobbiamo essere bravi a fornire al nostro utente un segnale forte capace di evidenziare la nostra presenza ed attrarre tutti coloro che ne risulteranno sensibili.

Dobbiamo essere consapevoli che viviamo nell’era del caos , del rumore della comunicazione che ci circonda e quindi circonda il nostro lettore. Ti dico queste cose, solo per farti riflettere ma non per scoraggiarti. La tua sensibilità verrà premiata ed i tuoi sforzi verranno valorizzati: non arrenderti!!!

Post in evidenza

Stringiamo la mano alla concorrenza per vincere…parte 2

Prendiamoci la fiducia del lettore, solo allora egli scoprirà quanto sei bravo!

Ogni idea bisogna personalizzarla e farla propria, tutti sono in grado di copiare uno slogan di successo ed inserirlo nel proprio blog, ma se non si ha la fiducia dei lettori nessuno lo leggerà.

Manteniamo la promessa.

Ottenere la fiducia del lettore non basta, se gli facciamo una promessa la dobbiamo mantenere oppure essere in grado di mantenerla.

Se hai ottenuto la fiducia del tuo lettore, lasciati trascinare da quella forza impetuosa della tua sensibilità per cercare di non deluderlo mai. Non deludere mai le sue aspettative, ciò  deve essere un valore per te ed un valore aggiunto per lui.

Nel momento in cui raggiungerete questo equilibrio, e “perchè no?” questa empatia tra voi ed il vostro lettore allora sarete la strada giusta e sicuramente in discesa. Una legge dell’economia dice che bisogna ottenere il massimo risultato con il minor sforzo possibile.

Rendi i tuoi seguaci felici di leggerti, non chiedergli niente in cambio e vedrai che attraverso il passaparola naturale daranno un forte slancio alla tua attività di scrittore. I lettori sono intelligenti, ma tu non sei da meno.

 

 

 

Post in evidenza

Stringiamo la mano alla concorrenza per vincere

Fare attività di blogging significa anche leggere altri blogger  e cercare di carpirne i segreti.

L’impegno , la costanza e la perseveranza sono in aumento in voi, ma ahimè i risultati sono sempre inferiori rispetto a quegli amici che stimiamo. Non ci dormiamo la notte ed in noi subentra sempre la stessa domanda:

Cosa manca al mio blog per avere le stesse visualizzazioni e seguaci dell’amico blogger?

Vi consiglio di non arrovellarvi troppo il cervello, dietro i grandi risultati c’è sempre una pianificazione e grandi idee di marketing.

Vi prego seguitimi, sono qui per aiutarvi e non per essere il vostro antagonista.

Primo consiglio: “Post meno noiosi”

Il nostro prodotto principale è l’articolo quindi cerchiamo di renderle meno noioso; esso ci consente di creare un pubblico fedele che si fida di noi per risolvere i loro problemi.

Per essere meno noiosi dobbiamo liberare la nostra personalità, il nostro umorismo, la nostra parte migliore : il lettore lo percepirà!!!

Secondo consiglio: I servizi

Per implementare nel vostro blog dei servizi utili per il vostro lettore, essi devono essere congrui al target dei vostri seguaci. La perfezione non esiste, non esiste un’attività perfetta, il vostro blog non è un lago ma deve essere un mare con onde sempre in movimento.( studiare la persona che stimate aiuta!!!)

Per farvi capire meglio, vi espongo il caso di un editore che vuole fidelizzare la sua clientela.

L’editore scrive sul suo sito web che( rivolgendosi agli scrittori):

  1. Pagamenti veloci
  2. correzione di bozze gratuita
  3. amo gli scrittori

 

 

 

Per l’editore, lo scrittore è il suo target di riferimento, quindi sa che offrirgli qualcosa di diverso se vuole incrementare la sua attività e differenziarsi dalla massa.

……continua

 

My ebook

Post in evidenza

Il mestiere di scrivere alla Sherlock Holmes

Sherlock Holmes lo ricordate?

Il personaggio inventato dallo scrittore Sir Arthur Conan Doyle con i suoi metodi di deduzione logica ha affascinato i lettori di tutto il mondo. La gente bisognosa di aiuto era disposta a pagare cifre incredibili per ricevere un suo consulto ed usufruire dei suoi servizi.

Perchè Sherlock Holmes ci può venire in aiuto nel nostro mestiere di scrivere?

Rifletti su quanto ti sto per dire:

1.Sherlock Holmes prima di diventare un impeccabile detective ha dovuto sudare, concentrandosi nell’avere quante più competenze olistiche. Egli ha studiato tanto, imparando discipline difficili come botanica e chimica, la crittografia al fine di decifrare i messaggi in codici dei criminali, l’anatomia per analizzare ancora meglio i casi di omicidio.

2. Egli era un grandissimo pensatore, fin quando non era certo al 1000 x 1000 , fin a quando non aveva l’intuizione risolutiva non si muoveva.

3. Egli era a conoscenza che la curiosità era l’alta faccia della padronanza; non lasciava niente al caso: quando incontrava persone ti sapeva dire quello che aveva mangiato a pranzo, se un tuo parente era un alcolizzato e cosa aveva in tasca. La gente lo considerava un essere ultraterreno.

4. Egli amava annoiarsi perchè così era spinto a cercare cose nuove e quindi a dedicarsi a tanti interessi: se si vuole padroneggiare è categorico annoiarsi!!!

La morale di questo articolo prendendo spunto da S.H. è che la padronanza dei contenuti  è l’unico modo per noi blogger per farci sentire nel baccano.

My ebook

 

Post in evidenza

Come trovare le parole giuste

In un articolo precedente abbiamo parlato di SEO.

Entrare nelle grazie di Google, oramai sta diventando un tormentone nelle teste di coloro che si accingono a fare content marketing. Scrivere un articolo e costruirlo attraverso parole chiave mirate aiuterà quest’ultimo a navigare attraverso cieli limpidi.

In particolare per coloro che vogliono aumentare le vendite del proprio prodotto attraverso un blog, devono imparare ad inserire nei loro testi parole chiave efficaci.

Come si fa?

Innanzitutto Google mette a disposizione le statistiche delle parole chiave più digitate dall’utente, chiaramente tutte le parole che noi inseriamo nel nostro testo devono essere quanto più congrue all’argomento che stiamo trattando.

Che altro possiamo fare?

  1. Leggere i commenti, analizzare il linguaggio ricorrente tra membri, segnarsi le parole che usano quando interagiscono, fanno domande oppure esprimono la loro opinione.
  2. Nel nostro blog, alla voce statistiche, controllare spesso termini di ricerca per scoprire quali parole chiave ha utilizzato il nostro visitatore per arrivare al nostro articolo.
  3. Fare domande, attraverso sondaggi  oppure attraverso i social,ai nostri visitatori per scoprire quali termini di ricerca hanno usato prima di iniziare a leggere il nostro articolo.

Inoltre vi consiglio di controllare sempre l’evoluzione delle parole chiave, perchè il linguaggio può evolvere nel tempo ed alcune parole chiave possono diventare obsolete.

Come in tutte le cose, è importante farsi una programmazione e monitorare il procedimento

  1. Facciamo un calendario delle attività
  2. raggruppiamo un numero limitato di parole chiave e le monitoriamo
  3. controllo delle statistiche nel blog per filtrare quelle più efficaci e d apportare azioni correttive.

Stiamo cercando di scrivere, mettendosi nei panni del potenziale lettore, è importante conoscere il nostro pubblico, le loro abitudini, le loro ricerche.

La ricerca della parola chiave, e di questo studio personalmente mi arricchisce e mi da stimolo per scrivere nuovi argomenti.

My ebook

 

 

 

Post in evidenza

SCENDE LA CURVA: CORONAVIRUS: LA MATEMATICA DEL CONTAGIO

lavarsi bene le mani

 

lavarsi bene le mani

Post in evidenza

Nel mio canale youtube parlo di matematica per te e per i nostri figli

SE VUOI … PUOI ISCRIVERTI AL CANALE:

https://www.youtube.com/channel/UCxwcGsv9FYc8GJRk5G8jt8A?sub_confirmation=1

VI E ‘PIACIUTO IL VIDEO? SE SI mettete tanti POLLICI IN SU per questo video !!! ISCRIVETEVI al canale e ATTIVA LE NOTIFICHE… Il MIO canale YOUTUBE di MATH

 

 

 

Post in evidenza

TRUCCHI MATEMATICI: MOLTIPLICAZIONI VELOCI

SE VUOI … PUOI ISCRIVERTI AL CANALE:

https://www.youtube.com/channel/UCxwcGsv9FYc8GJRk5G8jt8A?sub_confirmation=1

 

Post in evidenza

Come ripubblicare un post

E’ possibile ripubblicare un post ;

la procedura è la seguente:

  1. Aprire un post scritto in precedenza
  2. alla voce Publish immediately ( la trovate alla destra del post) cliccare su edit
  3. inserire giorno, mese ed ora
  4. premere ok
  5. cliccare sul pulsante blu Schedule

Quando verrà ripubblicato il post, il vostro campanellino segnerà un pallino arancione.

Ti piacerebbe scrivere un articolo per celapossiamofare?

Leggi qui…

 

Post in evidenza

Come programmare l’uscita di un post

Non tutti lo sanno, però quello che sto per dirti  lo voglio divulgare perchè io sono contro i segreti e per la crescita comune.

E possibile pubblicare e programmare l’uscita di un post!

Come?

Semplicissimo:

  1. Mio sito→Blog Post→aprire il post
  2. Post settings→Clic su orologio
  3. pianifica giorno e ora
  4. Screen Shot 2015/11/11 alle 10.21.03 AM
  5. È  possibile modificare la data e l’ora  in maniera manuale nella parte superiore del calendario.
  6. Screen Shot 2015/11/11 alle 10.28.04 AM

Una volta pianificato l’uscita del vostro post, fai clic su pianifica.

Attenzione!!! Il limite massimo di programmazione è di 100 post, al di sopra di questa soglia i post non verranno pubblicati.

 

Ti piacerebbe scrivere per Celapossiamofare?

Leggi qui…

 

 

Post in evidenza

Come scrivere una ricetta senza impazzire

In questo articolo vi voglio parlare di come è possibile scrivere una ricetta con dati e parole distribuiti in maniera coerente, senza impazzire con la formattazione fatta a mano.  Questo procedimento potrà essere utile a tutti; in particolare ai blogger che usano i seguenti tag: food, cibo,ricette,ricetta,dieta, ecc.

Copiate il seguente shortcode nella scheda html e non nella scheda visuale, il seguente codice

[recipe title="Summer Pasta with Basil, Tomatoes and Cheese" servings="4-6" time="2hr 30mins" difficulty="easy" image="https://en-support.files.wordpress.com/2014/01/food-dinner-pasta-broccoli.jpg" description="A fresh, light, Italian-inspired pasta recipe perfect for a late summer dinner."]

La scritta arancione rappresenta il titolo del vostro piatto; sostituite solo la scritta arancione con il  titolo del vostro piatto stando attenti a non intaccare i simboli e le virgolette.

La scritta blu rappresenta il numero di persone il tempo e la difficoltà del piatto

La scritta rossa rappresenta la foto del vostro piatto, quindi copiate l’https della vostra immagine in wordpress(caricata in precedenza) e sostituitela  al posto della scritta rossa dell’ esempio.

Una volta integrati i vostri dati all’interno delle parentesi quadre, salvare le modifiche e controllate il risultato

Ricorda!!! il codice va inserito all’interno della scheda html

Un esempio del risultato ottenuto è il seguente:

Summer Pasta with Basil, Tomatoes and Cheese

  • Porzioni: 4-6
  • Problema: easy
  • Stampa

A fresh, light, Italian-inspired pasta recipe perfect for a late summer dinner.

 

Post in evidenza

Come rinnovare un dominio

Un dominio acquistato dura un anno, te l’ho detto in un precedente post.

per non farlo scadere, quindi per rinnovarlo bisogna segnarsi la data di attivazione altrimenti il ritardo ha un costo aggiuntivo ed è un peccato.

Per verificare quando un dominio è in scadenza, basta andare su

  1. mio sito→domini
  2. cliccarci sopra
  3. leggere la data di scadenza
  4. cliccare su payment settings

 

 

Auto Dominio rinnovare il

Post in evidenza

I domini di wordpress.com

Con wordpress.com hai la possibilità di usufruire di due tipi di dominio uno completamente gratuito tipo miosito.wordpress.com e l’altro a pagamento miosito.com ed altre estensioni. Da specificare che se possiedi un blog del tipo miosito.wordpress.com non hai un dominio ma un sottodominio, in pratica sei ospite di wordpress.com

Come registrare un dominio miosito.com ?

Per avere un dominio di proprietà, bisogna registrarlo e chiaramente questo è un servizio a pagamento. I domini sono unici, acquistando un dominio hai il diritto di utilizzare tele indirizzo per il tuo blog per un anno e rinnovarlo anno per anno.

Per registrare un nuovo dominio, devi seguire i seguenti passi( non dimenticare di avere una carta di  credito a portata di mano, ti servirà)

La procedura è la seguente:

  1. mio sito →domini
  2. aggiungi dominio
  3. digitare il nome che preferisci
  4. verificare la disponibilità del nome
  5. scegliere tra le varie opzioni
  6. acquista

Nuovo in questo blog? Inizia da qui

 

 

 

 

Post in evidenza

Come i nostri visitatori interagiscono con il nostro blog

Inizia con i seguenti passi

1.mio sito→impostazioni→discussione

Entrerete nell’ impostazioni predefinite dell’articolo

impostazioni di default articolo

  1. la prima spunta ci dice se il tuo blog invierà dei ping ad altri blog quando pubblichi un articolo
  2. la seconda determina se il tuo blog accetterà i ping da altri blog
  3. la terza consente di attivare o disattivare i commenti

Come settare i commenti?

Altre impostazioni commento

1.la prima spunta determina che chi ci lascia un commento, a sua volta ci lascerà un nome ed un indirizzo email

2. la seconda spunta determina che solo gli utenti registrati con wordpress.com possono lasciare i commenti

3. la terza spunta determina che vuoi ricevere commenti solo per 30 giorni, inserendo il numero 30 per far si che ciò avvenga.

4. la quarta spunta permette ai visitatori di rispondere ad altri commenti, si consiglia di utilizzare un massimo di tre livelli di profondità

5.la quinta spunta determina la possibilità di dividere i commenti in pagine( di solito si attiva se hai tantissimi commenti)

Prima di un commento appare

  1. la prima spunta determina che tutti i commenti andranno in moderazione, quindi tutti dovranno essere approvati
  2. la seconda spunta determina che per i visitatori che hanno avuto un commento approvato in precedenza hanno la possibilità di commentare senza entrare in moderazione; mentre per i nuovi seguirà sempre il filtro di moderazione.
Post in evidenza

Come faccio a inviare un trackback

Che cosa è un  Trackback ?

 

Esso è un meccanismo per la comunicazione e la notifica tra due risorse, ad esempio tra due blog.

Il blog A manda un ping ad un blog B nel caso in cui nell’articolo del blog A ci sia una citazione oppure un riferimento del blog B. Attraverso la piattaforma wordpress.com se ad esempio mettiamo un link del blog B, quest’ultimo riceverà la notifica della citazione del blog A(pingbacks)

Attenzione!!! il trackback può essere inviato, ma il blog ricevente  può scegliere di non visualizzarlo

 

Come  inviare un Trackback ?

  1. tasto destro sul trackback url del post del blog da citare
  2. copia url
  3. incolla nel post che stai scrivendo

 

Nuovo in questo blog?…Inizia da qui…

 

 

Post in evidenza

Qual’è la differenza tra WordPress.com e WordPress.org ?

WordPress è una piattaforma di pubblicazione facilissima da usare; essa è presente in due versioni e tra poco capirete la differenza.

WordPress.com  e

WordPress.org

 

Con WordPress.com
ti devi concentrare solo sui contenuti
Con WordPress.org
devi essere un esperto di programmazione web
Premium hosting, sicurezza e backup sono inclusi. È anche possibile effettuare l’aggiornamento a un dominio personalizzato hai  bisogno di trovare un host  e realizzare back up e la manutenzione da solo.   VaultPress ti servirà per la sicurezza e il backup dei dati
Non devi installare  temi personalizzati e non necessariamente devi conoscere PHP e CSS.  devi installare  temi personalizzati e conoscere PHP e CSS.
Hai integrato in piattaforma, senza installare nessun plugin ,  Facebook, Twitter, Tumblr, e altri social network. Devi Installare un plugin, come Jetpack , per consentire la condivisione di funzionalità sul tuo sito.
Plugin popolari sono già installati Devi necessariamente installare plug-in per estendere le funzionalità del tuo sito.
Personale di supporto e le WordPress.com  forum sono sempre disponibili. Visita il forum di supporto WordPress.org per l’assistenza.
È necessario registrare un account su WordPress.com e rispettare i nostri Termini di servizio . Non è richiesta alcuna registrazione presso WordPress.org.

.Nuovo in questo blog?Inizia da qui…

Ti va?

Post in evidenza

Blog più veloci con AMP

Che cosa è AMP?

Esso è un framework open-source in grado di velocizzare  i browser su dispositivi mobili di aprire il nostro blog o sito.(per maggiori dettagli su come funziona)

Fortunatamente per tutti i blog wordpress.com esso è abilitato di default.

Per vedere se il tuo blog, include questo servizio basta seguire i seguenti passi

1.Mio sito→Impostazioni→ Generale

2. il bottone deve essere spostato verso destra

 

Attenzione!!! Cliccando su edit design

potrai modificare l’aspetto della versione AMP dei tuoi post

Cosa aspetti, sviscera la tua creatività ed estro:

 

 

 

Post in evidenza

Segui @aggregazione su Twitter!

 

Perchè seguirmi su twitter?

 

  • Contenuti sempre in linea e freschi
  • Lettura veloce dei post(soprattutto da cellulare)
  • Non perderai nessun post( a volte wordpress.com li mette negli spam)
  • Curata consulenza di marketing online
  • Offerte speciali di celapossiamofareblog
  • Conoscenza degli eventi

Cosa aspetti ? Clicca per salire a bordo !

Post in evidenza

60 secondi per definire “SEO”

Ho un problema? Vediamo cosa mi dice il web?

La stragrande maggioranza degli esseri umani su questo pianeta nell’era di internet, reagisce così!!! E’ un dato incontrovertibile!!!

Le aziende stanno impazzendo nella lotta per le prime posizioni su Google oppure Bing:  i due motori di ricerca più quotati del momento. Esperti di SEO modificano i contenuti in continuazione per arricchirli sempre di più di parole chiave appetitose per google e bing.

Search Engine Optimization (SEO).

Che cosa è il SEO ?

SEO semplicemente  significa  essere piacenti per i motori di ricerca e quindi meritare i primi posti in classifica.

Non  esiste una regola matematica per fare SEO anche perchè non conosciamo gli algoritmi dei principali motori di ricerca quali Google e Bing  e se pure avessimo capito qualcosina , questi algoritmi cambiano di continuo quindi a voi le conclusioni……

Il lavoro di un motore di ricerca consiste nel cercare di rispondere in maniera fedele ed esaustiva alle vostre domande, tipo:

  • Quanto misura il diametro della terra?
  • Chi è il cantante Luca Carboni?
  • Che cosa è un equinozio?

Tali domandi contengono delle parole chiave, più il contenuto del vostro post è congruo a tali domande migliore sarà la sua  posizione nella classifica di tali motori di ricerca.

Post in evidenza

Come diffondere la nostra voce attraverso “i social” , “oppure il social”

Facebook è il social network più conosciuto, questo è vero ma non necessariamente è l’unico e il più efficace. Il concetto è questo, posso avere tantissimi amici, migliaia, centinaia di migliaia: ma quanti effettivamente leggono i nostri post oppure acquistano il nostro prodotto???.… Io personalmente mi sto concentrando su altri social tipo Twitter e Google+  con dei risultati incredibili.

In particolare sto analizzando i seguenti punti e vi consiglio di fare la stessa cosa

  • Valutazione dei  fan (tipologia e ricorrenza)
  • Valutazione delle  le preferenze di contenuti al fine di costruire una strategia basata su queste preferenze.
  • Creazione di una coerenza di contenuti al fine di aumentare le preferenze.

Molti amici blogger mi hanno scritto che hanno avuto pochissimo riscontro da facebook in termini di resa ovvero in termini di raggiungimento del proprio obiettivo prefissato. Ho consigliato loro di provare anche twitter e Google+, al massimo tre social e concentrarsi solo su di essi e non abbracciarne altri.  Perchè questo? 

Perchè dopo circa tre mesi di lavoro(di duro lavoro) dobbiamo essere in grado di capire quali social ci hanno dato miglior rendimento e quali decidere di  buttare alle ortiche. Ragazzi il tempo è denaro?

WordPress.com ci da la possibilità di condividere istantaneamente i nostri post su social, se non conosci la procedura allora leggi questo mio precedente articolo:

Social 

 

 

Post in evidenza

Come creare una pagina statica

Tenete sempre presente una cosa, il visitatore non vuole perdere tempo: “ha la neve in tasca!!!” come si suol dire.

Quando un nuovo visitatore approda sul vostro blog, deve trovare una organizzazione lineare dei contenuti e degli argomenti che trattate. L’optimum sarebbe far trovare una pagina statica al vostro ospite.

Seguitemi e vi dirò come si crea la vostra pagina statica(Home page)

I passi sono i seguenti

  1. Dashboard→ pagine→ Nuova→Intestarla(Ad esempio Home)
  2. Arricchirla di contenuti
  3. Cliccare sul tasto “pubblica”

Andare poi su

1.Mio sito→ Temi → Personalizza

2.Pagina iniziale statica

3. spuntare “una pagina statica”

4. dal menù a tendina selezionare la pagina creata in precedenza.

static_home

 

Un blog non ha prezzo(un blogger altrettanto)

Nei post ci mettiamo il cuore e se ciò accade le parole si trasformano in comete belle da vedere: scie emozionali biunivoche tra il lettore e noi stessi.

Un miliardario può comprarsi un materasso costoso, ma non può comprarsi una notte più riposante.

Personalmente quando scrivo un post e lo rileggo, indipendentemente se ha sortito un effetto incrementale di “mi piace” e di “commenti”(come ottenere più mi piace oramai è divenuto la comunicazione più ricorrente nel web: tutto è la conseguenza di un certo lavoro-capiamolo-) mi fa adagiare meglio la guancia sul cuscino . Proprio quel post lo sento ancora tra le labbra strette a semicerchio, esattamente in quei buchetti laterali che si vengono a formare quando ci SI sente appagati e felici. Gli stessi buchetti, vederli formare sulle labbra di mio figlio mi rendono la persona più fortunata di questo mondo. Universi inesplorati: Forse è lì che è celata quella parola grossa che chiamiamo “Felicità”?.

Quando passeggiamo lungo una spiaggia o guardiamo un tramonto, tutti indistintamente miriamo la stessa bellezza e lo stesso splendore di quel sole “arancio”: e l’ombra alle spalle che si forma non ha né vestiti sfarzosi  e  né gioielli “pataccosi”: è semplicemente un gioco di luce.

Molti pensano che tutto abbia un prezzo.

Se fosse vero, a quanto vendereste la vostra libertà di espressione? Accettereste un milione di euro in cambio della vista? L’amore degli amici e della famiglia? Quale sarebbe il prezzo di queste relazioni?

Cerchiamo di apprezzare quello che abbiamo già, valorizziamolo e cerchiamo di avere più gratitudine verso la vita. Solo così potremmo iniziare ad affrescare le pareti della nostra vita.

7.In silenzio comunico lo stesso.

Il silenzio è una fonte di grande forza.
(Lao Tzu)

Perchè non parli?  E’ successo qualcosa?

Stare in silenzio è comunque una forma di comunicazione, è un segnale che ha una forte valenza comunicativa: attraverso esso possiamo trasmettere a chi ci sta vicino collera, indifferenza, imbarazzo, sgomento, indignazione, ansia…..

Anche se non parliamo stiamo comunicando lo stesso.

Non sottovalutiamo il silenzio, gestito male trasmette informazioni negative al nostro interlocutore; ricordo un episodio accaduto durante un seminario che stavo seguendo all’università, all’improvviso va in panne il proiettore  ed il relatore piomba in un silenzio tombale ed insieme a lui tutto il suo pubblico(più di cento persone). Il nostro docente, anziché starsene inerte, con la faccia da ebete, si fosse rivolto alla platea e ci avesse fatto un solare sorriso, sicuramente noi avremmo ricambiato con lo stesso gesto.

Spesso e volentieri siamo spaventati dal silenzio, perché non ci fa essere a nostro agio, perchè non sappiamo gestirlo. Sfuggiamo sempre al silenzio e pur di non restare in questa condizione, ci sforziamo di dire qualunque cosa di carino, giocando a fare i simpatici( una simpatia di plastica , non spontanea che il nostro interlocutore percepisce benissimo!).

download

La vera comunicazione nasce proprio dal “non detto“, da ciò che viene omesso in una comunicazione verbale. Il silenzio non significa mancanza di parole, significa sforzarsi a superare quella linea sottile immaginaria del confine ,che separa noi ed il nostro interlocutore

Solo un linguaggio che prevede al suo interno un posto specifico per il silenzio è in grado di stabilire un contatto emotivo positivo con la realtà.

Attraverso il silenzio raggiungiamo la più grande forma di dialogo che si possa raggiungere, ci aiuta a riflettere, a pensare, a conoscersi, a valutare, a goderci la vita. Esso è un mezzo per arrivare alla nostra anima e a quella del nostro interlocutore.

Il silenzio non ci inganna mai e soprattutto non inganna il nostro pubblico. Esercitiamoci a fare delle pause  durante la nostra comunicazione verbale e allo stesso tempo concentriamoci sulle nostre emozioni, sulla nostra gioia nell’affrontare il passo successivo del discorso: il nostro pubblico sarà contento nel  percepire tali emozioni ed avrà fretta di risentire le nostre parole.

Bisogna aprire il nostro cuore e solo in quel momento potremmo vedere che il silenzio è l’unico mezzo vero e sincero che abbiamo a disposizione.

10.Come comunicare in modo diretto.

Parlo con te in maniera diretta, cercando di trasmetterti tutte le emozioni che mi avvolgono e guardandoti dritto negli occhi senza mascherare e nascondere niente.

Sono sicuro che apprezzerai ciò che sto per dirti , lo so”.

Questo frammento di dialogo avvenuto con un mio amico, ha sortito un eccellente effetto : egli  aveva bisogno di un mio consiglio sincero, su una questione che gli stava molto a cuore.

Ho usato la tecnica del parlare a viso aperto, cercando di attirare un feedback positivo da parte del mio interlocutore, perché  volevo a tutti i costi che accettasse il mio consiglio (molto valido, dal mio punto di vista!). Perché gli volevo davvero bene!

Comunicando direttamente con il nostro interlocutore, l’influenza e la persuasione che possono nascere  sono nettamente più efficaci , efficienti e persuasivi.

La comunicazione diretta si basa su un principio fondamentale, l’interlocutore non deve mai percepire un senso di manipolazione da parte nostra, se ciò avvenisse, il risultato potrebbe essere altamente negativo, procurando in lui un rifiuto totale alle nostre parole( …anche quelle più sacrosante!).

Per essere persuasiva, però, la comunicazione ha bisogno anche di altri complementi , tra questi  quello della: “parola giusta al momento giusto”.

Mi spiego meglio!( con un esempio…).

Sicuramente vi sarete trovati a fare la fila alla cassa di un supermercato. Uno studio ha dimostrato che, usando nella frase  la parola “Perchè”, il responso della nostra comunicazione cambiava.

“Scusi, ho solo 3 cose da pagare. Posso passare avanti alla fila, perche’ ho una grande fretta?” il 95% dei casi ha ottenuto un “si”, mentre il 63% dei casi ha ottenuto lo stesso “si” pronunciando la frase “Scusi, ho 3 cose da pagare. Posso passare avanti alla fila?”

Aggiungendo di nuovo l’avverbio “perchè ” alla frase “Scusi, ho solo 3 cose da pagare. “Posso passare avanti alla fila, perche’ ho una gran fretta?”, la percentuale risaliva al 93%.

Questo semplice esempio, ci fa capire che una sola parola, incastrata bene, può attivare il meccanismo di persuasione.

Perché al momento giusto?

Perché la maggior parte delle persone, trascorrono il loro tempo di una giornata in uno stato di scarso pensiero cosciente; esse sono abituate a fare determinate azioni in maniera abituale, compiendo azioni automatizzate( di routine). Entrare in questa fase, ad esempio con la parola giusta, ci agevola ad essere più persuasivi nella nostra comunicazione.

 

9.Un’auto senza benzina non parte!

Personalmente una persona che parla a ripetizione, mi dà un po’ fastidio(…e non solo a me!), anche la mimica facciale ne risente. In persone che si comportano in tale maniera, la loro figura è pressochè rigida e rigide sono le loro parole.

Tali persone quando parlano non prendono aria, tale condizione implica una comunicazione ostica nei confronti dei loro interlocutori. Il contenuto del loro discorso potrà anche essere eccellente, ma meramente inefficace; un’auto bellissima senza benzina non parte, alla stessa maniera la loro comunicazione non è persuasiva perchè non gestiscono bene la respirazione( l’aria è come la benzina per l’auto).

download

Mentre stiamo parlando non dobbiamo mai rimanere senza aria, dobbiamo gestire bene la nostra respirazione per poter essere in grado di portare le nostre parole , la nostra enfasi, le nostre pause in alcuni punti per poter far accendere le luci delle emozioni e della curiosità nella mente del nostro interlocutore.

Non mi piace parlare di tecnicismi in questo blog, ma in questo caso è necessario!

La respirazione si compone di due fasi, inspiratoria ed espiratoria. Nella prima fase , immettiamo aria nei polmoni. In tale fase,  abbiamo bisogno di energia per contrarre i muscoli. Nella seconda fase, tale energia non è necessaria a meno che non dobbiamo espirare forzatamente( tale fase è detta passiva). In questa fase, i polmoni non fanno altro che compensare il divario tra pressione interna ed esterna, rilasciando la muscolatura.

Le forze che fanno espandere i nostri polmoni e quindi creano il processo di inspirazione, sono date dai muscoli intercostali interni e dal diaframma. Se usiamo maggiormente i muscoli intercostali interni, facciamo una respirazione costale; se utilizziamo maggiormente il diaframma, facciamo una respirazione diaframmatica.

Molti libri su tale argomento  consigliano di usare la respirazione diaframmatica per parlare bene in pubblico. Perchè solo in pubblico? Io consiglierei di usarla sempre in ogni circostanza( è bello farsi capire da qualsiasi interlocutore: nostro marito, nostro figlio, il nostro cane,ecc…)

Il diaframma è un muscolo che ha tante funzioni, una di queste è quella di permettere il processo respiratorio attraverso la sua contrazione. Esso si trova alla base dei polmoni ed il suo innalzamento permette ai polmoni di riempirsi totalmente di aria.

Un esercizio classico, per poter imparare a respirare con il diaframma, è quello di sedersi su una sedia e posizionarsi di fronte ad uno specchio.

La mano deve essere posizionata sulla pancia e nel frattempo dobbiamo iniziare ad inspirare aria dal naso ed espirare con la bocca. Attenzione, però le nostre spalle non si devono alzare, ma si deve solo muovere la nostra mano sulla pancia. Pensiamo, ad esempio, per far riuscire l’esercizio, di avere tra la nostra mano e la nostra pancia un palloncino( di colore : “il vostro preferito”) da rompere con il movimento addominale. Nella fase dell’inspirazione, fate una leggera pressione verso la vostra pancia, mentre nella fase dell’espirazione eliminate la leggera pressione( Però, non allontanate la mano dalla pancia!)

Sarebbe opportuno, fare questo esercizio in una situazione di calma, perché l’espirazione non deve mai essere forzata; bisogna aprire la bocca e fare uscire ,con calma, l’aria dai polmoni. Inoltre non bisogna avere fretta nel liberare aria dai polmoni, facendo attenzione che il suo flusso verso l’esterno sia costante. Per poter gestire questo flusso, il consiglio potrebbe essere di mettere una candela dinnanzi a noi e controllare che la fiamma non si spenga e che rimanga dalla parte opposta rispetto alla nostra bocca. ( procedimento corretto)

8.Intono una canzone.

Oggi mi sono recato, per la prima volta, in un negozio  di telefonia, per comperare una batteria (il mio telefono non dava più segnali di vita!) ; all’entrata ho notato che c’era una cassa libera, mentre l’altra lasciava una coda di circa dieci persone. Alla commessa libera ho esposto il mio problema, e lei , (a dire il vero?), mi ha dato tutte le spiegazioni tecniche di cui necessitavo. Mentre parlava, però, ho capito perché se ne stava solin soletta nella sua postazione. La sua voce era così stridente e così priva di calore, che non vedevo l’ora di uscirmene con la mia nuova batteria , al costo di perdermi anche qualche passaggio.

A seconda di come usiamo  la nostra voce , generiamo stati d’animo diversi nell’interlocutore. La voce viene registrata dal nostro cervello come un’informazione che prescinde dal contenuto dei messaggi che essa porta con sé, quindi la voce dovrebbe essere curata quanto il contenuto stesso.

download

Nell’uscire, però, ho sentito provenire dall’altra postazione una voce ben impostata , ben modulata, calda, avvolgente che sicuramente stava ammaliando e conquistando i suoi clienti.( solo in quel momento, ho capito del perché ,l’altra cassiera ,  avesse generato  una fila di cotanta gente?).

In generale, non siamo abituati a dare il giusto peso alla voce nell’interazione con gli altri e per questo la potenzialità persuasiva, spesso si perde. Si cerca sempre di far attenzione ai contenuti , mentre la voce viene usata così come viene, invece di governarla intenzionalmente.

Se vogliamo persuadere, rendere accattivante il nostro discorso, dobbiamo prenderci cura di più della nostra voce, saperla modulare,  alzarne il volume per abbassarlo subito dopo, quando desideriamo marcare una frase; rallentarne la velocità per far risaltare concetti complessi, oppure accelerarla per sfuggire all’attenzione dell’interlocutore.

Alcuni consigli utili potrebbero essere:

  • la pronuncia non deve essere monotona, quindi variare spesso la vocalità
  • eliminare le non parole ( Uhm, evvero ,ok, allora, insomma, ecc)( vi è mai capitato di ascoltare un disco al vinile un po’ rovinato, ecco!..tali parole sortiscono lo stesso effetto)
  • Alle elementari, vi hanno insegnato a fermarvi al punto durante la lettura?…Perché quando parlate non lo fate? Le pause sono molto più efficaci delle non parole, durante una discussione.
  • Chiedersi “come è la nostra voce?” Noi non ci sentiamo come ci sentono gli altri (questione fisica): prendere coscienza della voce.
  • Non concentrarsi esclusivamente sull’impostazione,che toglie la nostra naturalezza(ognuno  deve rispettare la sua unicità!)
  • Avere la consapevolezza del “IO-SONO“(naturalezza): Se abbiamo consapevolezza, allora possiamo utilizzare efficacemente la nostra voce. Possiamo darle una forma ogni volta adeguata alle nostre necessità, ai nostri obiettivi e al luogo in cui ci troviamo.

11.E quando l’interlocutore è il nostro capo?

Il capo è sempre il capo: l’ambiente di lavoro  è un compromesso di equilibri ( ciò, lo dobbiamo sempre tener presente). Non mi sento di nascondere la pura difficoltà emozionale che ci può avvolgere ,quando il nostro interlocutore è il nostro datore di lavoro( Un preside, un dirigente, un capoufficio, ecc…).

LA PILLOLA BISOGNA ZUCCHERARLA!

Anche se il motivo è banale, il nostro interlocutore( ad esempio il nostro capo) può perdere il controllo razionale del suo pensiero, cambiando i comportamenti soliti, tendendo a dominare la situazione. A volte parla, anche a vanvera, solo per il gusto di sfogarsi.

Che fare in questi casi?

Anche se è difficile, dobbiamo mantenere la calma e lo dobbiamo ascoltare attivamente.

Aspettiamo placidamente che si sfoghi, mostrando un acuto interesse alle sue parole cercando di immedesimarci nel suo ruolo e nel suo stato d’animo . Lo guardiamo attentamente negli occhi e non lo interrompiamo mai ( Egli sta aspettando solo questo, per allungare il brodo della sua ira). Una volta che la pentola a pressione non fischi più, (SOLO IN QUESTO MOMENTO) incominciamo a formulare frasi del tipo:

Vorrei essere certo di capire cosa Le preoccupa di più“.

Anche io avrei reagito così, se mi fossi trovato nella sua stessa situazione“.

In questa fase, quindi è bene non entrare da subito nei contenuti del problema, ma cercare le cause del suo stato d’animo.

La soluzione, bisogna proporla, solo quando l’emotività del nostro interlocutore ritorna sotto il suo controllo e solo in questa circostanza iniziamo a dire la nostra e formulare il nostro piano di azione, esponendo le nostre soluzioni. Insomma, dobbiamo portarlo ad arrivare a farci formulare la fatidica domanda: ” E tu, cosa proponi?

 

 

1.Introduzione. Che bello farci capire!

Per chi non mi conosce, sono un docente di matematica  di scuola media superiore, specializzato in formazione e comunicazione. Insegno una materia reputata, da anni or sono, asettica e difficilissima; eppure usando tecniche comunicative riesco comunque ad attirare l’attenzione degli alunni ( anche quelli più demotivati).

Il mio motto è condividere le mie conoscenze, questo spirito di aggregazione e condivisione mi fa sentire davvero bene, e non mi pesa affatto farlo conoscere anche agli altri.( come in questo caso che sto per scrivere i capitoli del mio nuovo ebook, condividendoli passo passo con voi).

Adoro insegnare e soprattutto  farmi capire: quando la platea è attenta, quando l’interlocutore con i suoi occhi pieni  di puntini interrogativi ti incentiva a continuare nel discorso, quando sorride, significa che stiamo comunicando bene e stiamo trasmettendo informazioni( seppure altamente tecniche) ma con code luminose di emozioni. (La passione si può trasmettere!)

Noto,(molto spesso) che le persone esitano nel voler comunicare trasmettendo le loro emozioni, rinchiudendosi nella  sinteticità e facendo si che i  propri occhi non incrocino mai la persona che gli sta di fronte.

Siamo soddisfatti di questo “modus operandi?”. Credo proprio di no.

La capacità di comunicare bene ci arricchisce, è un pilastro portante della casa della nostra autostima.

Mi piace, nei miei seminari introduttivi, sottoporre al mio pubblico la seguente situazione:(Immaginate e riflettete)

Siete su un palcoscenico di un teatro al buio,  all’improvviso si accendono le luci e vi trovate di fronte ad una platea di circa mille persone, duemila occhi che mirano e centrano la vostra presenza nell’attesa che le vostre corde vocali inizino a vibrare.

Siete curiosi della reazione? Siete curiosi del responso?

Niente di preoccupante(forse lo stesso sta accadendo anche a voi in questo momento): un silenzio assoluto ,interrotto soltanto dal ronzio di qualche mosca presente nella stanza.

Moltissime persone non amano parlare in pubblico, figuriamoci al proprio pubblico. Ma noi non apparteniamo a questa tipologia, perché ci piace comunicare, ci piace trasmettere dal vivo e attraverso in nostri post le nostre emozioni e passioni, ci piace scoprire il continuo di questo post.

 

 

 

 

 

 

 

1.1.La fortuna è nelle nostre parole.

Post scritto a Febbraio 2016

Oggi è carnevale.

Nella mia città natale questa festa pagana è molto sentita dai paesani( ci sono sfilate di carri, la corte di re carnevale, i bambini vestiti a maschera in corteo), eppure questa mattina entrando in un bar per prendere un caffè(…anche in questo giorno di festa , di attesa e di fermento) ho trovato una fila immane alla cassa del  10 e lotto ( la ricerca della fortuna non subisce distrazioni, ho pensato!)

Il nostro desiderio di stare bene, di essere fortunati, ci spinge al gioco in maniera così ripetuta da annientare tutto, persino la nostra vita.

Ma è mai possibile che non si riesce a capire, che dovremmo giocare tutti i giorni ,per un milione di anni ,la stessa combinazione per avere una discreta probabilità di vincere?

Mi ha colpito un tizio(questa mattina al bar) penso che non fosse entrato, inizialmente, per giocare: vede la fila,.. e che fa?.. si incolonna anche lui per tentare la fortuna, pazzesco!.

E’ mai possibile, essere così ciechi di fronte ad una smisurata improbabilità di vincere?

Preferiamo sempre cullarci nell’idea di avere un colpo di fortuna?

L’allegria, il fermento vitale era lì fuori e loro incolonnati per giocare? 

Questo episodio, mi ha fatto ritornare alla mente, un principio adottato dagli oratori dell’antica Grecia, che ho letto anni fa in un libro di retorica:”Il sembrare vero conta più dell’essere vero“.

Per rendere la nostra comunicazione persuasiva, dovremmo rendere la nostra tesi del discorso “verosimile“, ma non crudelmente “vera”:  quindi cerchiamo di dare più speranza ( nei nostri discorsi), all’interlocutore. Egli ne ha bisogno, lo desidera!

3. Come andrà a finire il nostro discorso?

Nel post precedente abbiamo parlato dell’introduzione del discorso improvvisato.

Attraverso esso, abbiamo fornito ai nostri uditori l’informazione del punto di arrivo del  viaggio (consentitemi questo eufemismo…) che ci accingeremo a  percorrere attraverso le nostre parole. Il viaggio durerà circa due minuti(la fine del discorso), quindi decideremo di esprimere il corpo del nostro discorso attraverso due punti importanti. Quando si improvvisa un discorso, si tende a superare i punti prefissati il prima possibile, trascurando dettagli importanti che ci fanno cadere nel vago. L’essere vaghi distrae il nostro pubblico, quindi dobbiamo a tutti i costi rallentare ed essere quanto più precisi possibili nello sviluppo dei punti prestabiliti. Sappiamo benissimo, che non abbiamo avuto tempo di preparaci sull’argomento, ( tutto è accaduto  così all’improvviso?), ma il nostro compito è sempre quello di non far distrarre i nostri uditori: per esempio potremo usare i verbi più vivaci che conosciamo, e potremo introdurre esempi semplici a supporto del discorso che sta evolvendo, allo scopo di aiutare  il nostro uditore(il nostro pubblico) a farci capire meglio e a rafforzare quello che stiamo asserendo.

Mi rendo conto che riuscire e rispettare i punti predetti, per chi non è allenato, per chi si sta avvicinando solo adesso a questo argomento, risulta difficile metabolizzarlo e metterlo in pratica.

Repetita iuvant” dicevano i latini: non ci resta che esercitarci, è l’unica strada ,per il momento, da percorrere per far si che la nostra mente diventi più flessibile e pronta.

Esercitarsi significa riprendere, ad esempio, un discorso che non è mai giunto alla fine, e riproporlo: ad un amico, ad un familiare oppure di fronte ad una webcam parlando liberamente (e perchè no?, poi  pubblicare questo video su  youtube).

Personalmente consiglio di fare un video del vostro discorso  perchè, solo nel rivedervi, capirete( anche intuitivamente) quali punti del vostro interloquire e della vostra mimica facciale sono da modificare e ottimizzare. Più video farete e più noterete un certo miglioramento.

Trovo che sia un modo efficace per lenire quella rigidità nel trovarsi davanti ad una telecamera oppure davanti ad una vasta platea.

Ricordo una  frase di una mia amica, che dopo che le avevano scattato una foto, nel guardarla disse:” non so se mi fà più innervosire la macchina fotografica o il tizio che vuole che dica “Cheese?

Non abbiamo bisogno di un tizio che ci dica “Cheese“, abbiamo bisogno di fare un bel respiro, buttare fuori l’aria con tranquillità rilassando braccia schiena e spalle, per  porsi in maniera naturale , per pensare che è bello essere “se stessi” quando ci troveremo di fronte all’obiettivo di una macchina fotografica(telecamera), quando ci troveremo di fronte a quegli occhi luccicanti del nostro pubblico, che non vede l’ora di scoprire come va a finire il nostro discorso.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: